Festival

Lucca Classica Music Festival: la ricetta di una città al servizio della musica.

Più di 80 appuntamenti hanno animato Lucca Classica Musica Festival, un evento riuscito, una ricetta da prendere come esempio. Nell’articolo una short list degli appuntamenti, gli ingredienti della riuscita ricetta e tre mini-interviste al direttore artistico Simone Soldati, al co-fondatore dei 100cellos Enrico Melozzi, al divulgatore Simone Tansini.

Dal 4 al 7 maggio 2017 si è svolto Lucca Classica Musica Festival, organizzato dall’Associazione Musicale Lucchese sotto la direzione artistica di Simone Soldati, dal Teatro del Giglio e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Per capire cos’è stato Lucca Classica Festival, dovete lavorare di immaginazione. Scegliete una città della provincia italiana, ricca di storia e tradizioni. Aggiungete la sinergia tra istituzioni culturali del territorio, con l’Istituto Musicale locale (il Boccherini). Scegliete i 100cellos, il progetto più visionario sulla fruizione della musica capitanato dai compositori/violoncellisti Giovanni Sollima e Enrico Melozzi. Coinvolgete grandi musicisti pronti a saltare da una sala del palazzo ducale al teatro del Giglio, dalla sagrestia di una delle 100 chiese alla strada. Se poi la città, come nel caso di Lucca, ha pure visto nascere musicisti come Puccini, Geminiani, Boccherini….Ecco come si crea un appuntamento imperdibile, ricchissimo di contenuti di qualità, coinvolgente a tutti i livelli di competenza musicale. Ecco come le città italiane potrebbero trovare occasioni di sviluppo contando sulla vocazione tipicamente italica.

Faccio un racconto di quanto ho visto sotto forma di lista, una short list, perché l’offerta superava gli 80 appuntamenti. Il resto lo potete vedere su luccaclassica.it o sulla pagina Facebook dedicata (foto, video, commenti). E vi dico: il prossimo anno, occupate Lucca!

100cellos
Funzionano più o meno così: sei un violoncellista ai primi passi o senior, ti iscrivi on line, ti incontri con tutti gli altri e ricevi gli spartiti che suonerai a prima vista grazie alla guida e all’orchestrazione di Giovanni Sollima con Enrico Melozzi. Sollima assesta i suoni, toglie note di troppo (le acciaccature scomode), sposta l’arco sul ponticello per un dato effetto espressivo: ed è subito Bach, Nirvana, Boccherini, Cohen, Geminiani. L’ensemble si esibisce in teatro, per strada, in sale raccolte. I 100cellos sono formati da principianti e da maestri come Luca Franzetti e Andres Lopez. Un progetto sfaccettato, complesso, ambizioso. Bellissimo.

Le prove aperte di Sollima & c.
Si possono seguire le prove dei 100cellos  ed entrare in sintonia con la ricerca espressiva di Giovanni Sollima, con la sua tempra di compositore che sprona il gruppo, regala immagini, porge soluzioni tecniche. Cosa che Sollima fa anche in altre occasioni, dove prova con il pianista/direttore artistico Simone Soldati e chiede anche al pubblico di partecipare all’interpretazione: a un certo punto si possono prendere due strade che hanno significati diversi, bisogna scegliere quale. Lezioni imperdibili per tutti.

Concorso
I compositori vengono rinchiusi per una notte in teatro. Sul tema di Boccherini preparano sul pc 3 minuti di musica organizzate in 4 registri. Dopo pochi minuti di prove, grazie alla trasformazione operata da Sollima, viene eseguito solo un minuto e mezzo di ciascun brano, ovviamente in prima esecuzione mondiale. Una giuria di esperti e di ingenui musicalmente – mitico Patrizio Roversi con le sue parafrasi dei titoli – giudicano i vincitori assieme ai 100cellos. Garantita la piacevolezza dell’ascolto contro gli intellettualismi di certi compositori che sembrano odiare la musica (figurarsi gli spettatori!).

Eventi
Si può scegliere il concerto fiume finché forza pubblica non sgombera o i concerti con grandi protagonisti che si muovono in percorsi multiespressivi: il pianista Andrea Lucchesini che suona Schubert e l’attore Giuseppe Cederna che declama Leopardi; il melologo di Nicola Campogrande con altra coppia pianista/attrice, Emanuele Arciuli e Sonia Bergamasco; il soft jazz della cantante Norma Winstone accompagnata dal violoncellista Mario Brunello. E così via.

Incontri
Emozionante vedere i giovanissimi suonare in strada o nel duomo di San Martino. Su tutti la quattordicenne Caterina Isaia, violoncellista con un suono profondo inversamente proporzionale alla sua età, un sorriso disarmante, un piano di fuga per unirsi  ai 100cellos al termine della sua esibizione.
Mille appuntamenti per i bambini e le famiglie con l’Orchestra dell’Istituto Musicale “L. Boccherini”, il teatrino dei burattini, la Lucca Classica Street Band, le voci bianche, l’orchestra di bambini….
E dopo una capatina al Museo Casa Natale Giacomo Puccini, ci sono le conversazioni con scienziati, tra cui Giacomo Rizzolatti che parla dei neuroni a specchio, fondamento del meccanismo dell’empatia.

Gli inediti pucciniani.
25 brani inediti composti dal giovane Puccini sono un ritrovamento interessante. La loro esecuzione un avvenimento. Al di là del contenuto storico, confesso che mi sono sembrati perdibilissimi, per eccessiva semplicità melodica, timbrica e ritmica. Puccini lo avrebbe voluto?

I luoghi, il cibo, le vetrine.
Tutto il centro storico invaso da musicisti che si esibiscono per i piccolissimi, per gli adulti che capitano a caso, per chi apprezza la musica classica. La cattedrale di San Martino e la chiesa di Santa Caterina, per dirne solo due, San Micheletto, la sede del comune Palazzo Orsetti con il sindaco Tambellini che racconta la storia di Lucca attraverso i segni dell’architettura.
Le vetrine dei negozi del centro abbellite per omaggiare Anteprima Vini, rassegna di viticoltori celebrati anche dalla musica con le composizioni ispirate da Bacco ed eseguite da Giovanni Bietti, da Alberto Bologni (sempre per citarne solo due).

Non basta questa lista? Leggete sotto le chiacchiere con tre figure simboliche di questo festival. Guardate anche il mio storify.

Ancora dubbi sulla prossima partecipazione?

Ippolita Papale

@salottopapale

13/05/2017

INTERVISTE

Simone Soldati.

Direttore Artistico dell’Associazione Musicale Lucchese per la quale ha ideato il Lucca Classica Music Festival.  Pianista, musicista impegnato in progetti innovativi con la musica, insegnante. Ha una pagina Facebook che potete visitare.

Durante Lucca Classica l’ho visto introdurre i concerti in modo semplice, sorridere e interloquire con gli sconosciuti, portare in processione la statua di Boccherini durante i flashmob dei 100cellos, sistemare sedie, dare gentili indicazioni ai suoi, organizzare gli ultimi dettagli con chi si esibiva. Un padrone di casa sempre disponibile, e possiamo immaginare quanto una manifestazione così complessa sia un concentrato di rogne!

Non sono riuscita ad avere da lui indicazioni su budget e sponsor, ma questo è quanto mi ha raccontato dopo aver ringraziato la squadra e i principali partner.

Qual è l’idea di base di Lucca Classica?
“La musica, l’arte, la cultura come grande occasione di incontro. Con la conoscenza, con l’altro, con se stessi, con lo spazio ed il tempo in un’esperienza emozionante all’insegna della condivisione e dell’interazione. Il concetto di “musica classica” viene declinato in modo dinamico, in sintonia con in nostri tempi, per nuovi potenziali fruitori andando ad intercettare e proporre categorie del presente per rendere sensibile e bene comune la ricchezza di opere sempre contemporanee. Grande attenzione viene posta all’anima del luogo. La proposta si rivolge ad un pubblico eterogeneo per età e formazione con uno sguardo attento ai bambini e alle famiglie. Altre caratteristiche sono la dimensione informale e la trasversalità di linguaggi unite alla presenza di grandi esponenti di discipline diverse dalla musica che vengono a restituire una loro testimonianza e creano nuove sintonie tra i diversi ambiti, con esiti inaspettati”.

Quali obiettivi sono stati raggiunti e quali devono essere sviluppati per la prossima edizione?
“Il Festival sta crescendo nei numeri e nei contenuti.  Questa terza edizione si è arricchita di circa 30 appuntamenti rispetto alla precedente, di nuovi luoghi, di nuove modalità. Il canovaccio c’è. Adesso vorremmo consolidare il tutto e lavorare perché ogni edizione possa conservare l’identità del Festival ed essere in continua metamorfosi”.

Perché in Italia non si sfrutta il potenziale delle città con queste iniziative?
“Annosa questione… Intanto prendiamo il buono delle città che si stanno muovendo in questa direzione, sperando che nascano altre situazioni simili”.

Enrico Melozzi

Compositore (anche delle musiche per il balletto Pinocchio – the ballet ,West Australian Ballet) produttore, violoncellista, fondatore dei 100cellos con Giovanni Sollima con il quale costituisce anche un duo comico. Trascinatore e presentatore sopra le righe è una forza della natura e dà la giusta valenza al gioco, inteso come esperienza che conduce gli animi ad accogliere il Bello. Su cinikrecords.it trovate suoi video.

Qual è il sogno dei 100cellos?
“Nato per gioco con Giovanni Sollima, l’esperimento potente dei violoncelli che suonano insieme al Teatro Valle Occupato ci ha fatto capire che c’era un’intuizione giusta. Abbiamo quindi deciso di riunire i 100cellos due tre volte l’anno per respirare ossigeno puro: i piccoli violoncellisti si lanciano nell’impresa di leggere a prima vista sin dove possono, i professionisti partecipano per arricchirsi di esperienza, alcuni maestri vengono con i loro allievi per cercare aperture mentali al di là della routine. Con Sollima facciamo gli arrangiamenti di notte, appuntiamo su foglietti casuali o scriviamo al pc con il programma Finale che ci consente di fare stampe chiare per i musicisti”.

Il progetto sembra innanzitutto coinvolgere chi suona. Cosa si può fare per gli ascoltatori?
“Fare rilassare il pubblico, creare un rapporto “simpatico”, fargli capire che non deve conoscere la musica, ma si deve fidare perché noi siamo coraggiosi e caparbi. Facciamo di tutto per arrivare alle persone rassicurandole e facendole godere della musica: anche se non si conosce nella grammatica, si può capire”.

Quali sono i “difetti” della proposta musicale, quali nuove forme di spettacolo possono coinvolgere nuovo pubblico?
“Per me è importante ricreare lo spirito del tempo. Perché eseguo un concerto per pianoforte e orchestra di Mozart e suono le cadenze inserite da Beethoven? Le cadenze venivano all’epoca improvvisate dal pianista e quindi scelgo un pianista che lo sappia fare. Perché devo eseguire un’opera lirica settecentesca con la disposizione dell’orchestra moderna? E così via. Le pratiche di oggi sono fasulle. Vorrei ricrearle correttamente o investire nell’innovazione. Purtroppo oggi innova solo chi ha imparato il linguaggio musicale da noi italiani. Dobbiamo recuperare la nostra forza creativa”.

Simone Tansini

Flautista, baritono, divulgatore dell’opera lirica, creatore di un gioco da tavolo -  Sipario! Chi è di scena – in cui bisogna mettere in scena uno spettacolo di teatro musicale. Guardate su sipariogame.it. Presenta l’opera lirica senza parlare di lirica, stimola la curiosità di una fascia di giovani che spesso viene trascurata in questo tipo di attività, quella da 16 a 24 anni.

Come possiamo sintetizzare la tua attività di divulgatore?
“Considero il gioco e le mie conferenze come attività complementari. Tutto inizia con un lavoro di ricerca per creare nuovi punti di contatto con il pubblico che non percepisce più la lirica come patrimonio culturale nostrano. La ludica è solo un contenuto nuovo: immergiamoci nei meccanismi teatrali e vediamo cosa succede, senza conoscere trame o capire di musica”.

Come vorresti sviluppare il tuo progetto, magari anche con una estensione on line…
“Sicuramente vorrei coinvolgere gli operatori. Anche se la ludica con approccio multimediale è interessante, preferisco un’attività in cui si sta assieme fisicamente, dove passano emozioni.  Immagino un sipario dove sulle carte da gioco c’è anche un codice QR che letto con smartphone va direttamente al link del brano in questione. Adesso ho fatto tutto da solo; con maggior tranquillità svilupperei anche qualcosa per i più piccoli”.

Cos’è la divulgazione della musica con i giovani?
“Stare dalla loro parte, senza pretendere che siano loro ad avvicinarsi spontaneamente. Bisogna far breccia, impressionarli e coinvolgerli. Non è necessario trasmettere chissà quali nozioni. Ai direttori artistici direi: andiamo a catturare i ragazzi. Quanto è difficile fermare un giovane ipercinetico e iperconnesso per 3 ore? Bisogna provare a rallentare il tempo utilizzando frammenti della cultura del giovane, di tutto ciò che interessa e che può ricreare un’emozione uguale a quella della lirica. Partire da lì: togliere idee preconcette e costruire sviluppando il senso critico, il cos’è buono e cosa non lo è”.

 

Foto: 1. Concerto finale 100cellos, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca; 2. Emanuele Arciuli e Sonia Bergamasco, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca; 3. Enrico Melozzi; 4. Falshmob 100cellos con Boccherini, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca; 5. Simone Soldati, Lucca Classica, ph. Lucia Federico; 6. Giovanni Sollima, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca; 7. Mario Brunello e Norma Winstone, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca; 8. Prove 100cellos, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca; 9. Simone Tansini; 10. Street Band, Lucca Classica, ph. Alcide Lucca.

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