La recensione

Teatro musicale contemporaneo al Teatro dell’Opera di Roma: ancora una nota sul Fast Forward Festival.

Seconda parte del resoconto di 11 giorni di performance musicali contemporanee del Fast Forward Festival organizzato dal 27 maggio al 9 giugno 2016. Grande investimento culturale del Teatro dell’Opera con parata di tecniche e stili diversi, uso di tecnologie e multimedialità, presenza di musicisti/ performer, multiespressività, collaborazione con enti culturali romani, coinvolgimento di giovani artisti. Nel resoconto: Heiner Goebbels con Schwarz auf Weiss, Inevitable Musica #5 di Sébastien Roux, Helicopters and butterflies di Lucia Ronchetti, Rrrrrr... di Mauricio Kagel, I funerali dell’anarchico Serantini di Francesco Filidei, Fads and fancies in the academy di John Cage, Francesco Prode e Miroirs di Ravel, Wofgang Rihm con la sua Proserpina.

Fast Forward Festival del Teatro dell’Opera di Roma: riassunto della puntata precedente. Lo ribadisco, ci sono tutte le componenti per una bella prima edizione di questa manifestazione dedicata al teatro musicale contemporaneo e curata da Giorgio Battistelli: lo sguardo a tecniche e stili diversi, l’uso delle tecnologie e della multimedialità, la presenza di musicisti/ performer, la multiespressività, il coinvolgimento di giovani artisti tramite bandi/stage, la collaborazione con enti culturali romani (l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro di Roma, la Fondazione Musica per Roma, l’Accademia di Francia, il Goethe-Institut Rom).

Già lo spettacolo inaugurale andato in scena lo scorso 27 maggio 2016 è segno di diversità. Si tratta di una coproduzione col Teatro di Roma e con il sostegno del Goethe-Institut Rom: Heiner Goebbels con Schwarz auf Weiss, dove il collettivo Ensemble Modern composto da diciotto musicisti/ performer fa musica con strumenti e con oggetti sonori, come potete constatare in questo video.

E c’è anche il valore aggiunto di alcuni incontri, come quello che si è svolto il 2 giugno 2016 a Villa Medici, residenza dell’Accademia di Francia a Roma. Superfluo sottolineare come la sede, di per sé, sia uno spettacolo: giardino all’italiana sorvegliato da leoni di pietra, loggia arricchita da incisioni e pitture, saloni che includono pure una caffetteria (cosa non scontata visto che per alcune istituzioni sembra una bestemmia il gozzoviglio caffettiero/alcolico pre o post performance). Qui Ensemble Dedalus ha proposto Inevitable Musica #5 di Sébastien Roux, traduzioni sonore dai Wall Drawings di Sol Lewitt. Una speaker introduce la chiave di lettura dell’autore: si tratta di un suono/sequenza con nota stabile, ascendente, discendente, vibrata, pulsata, continua….con elementi musicali, insomma, che descrivono i cubi incompleti o i disegni dell’artista statunitense. A seguire Il suono e il gesto, una rassegna di brani che inizia nel chiostro con Helicopters and butterflies per solo percussionista di Lucia Ronchetti, dove Antonio Caggiano interpreta Il Giocatore di Dostoevskij suonando oggetti/percussioni che ricordano la passione per il gioco. Gli strumenti sono adagiati su una installazione, dove il percussionista si arrampica esplorando tutte le possibilità sonore e giocando il ruolo dell’attore. Nel video seguente un esempio da Festival d’Automne à Paris.

Quindi Rrrrrr… di Mauricio Kagel e I funerali dell’anarchico Serantini  di Francesco Filidei, presente con una giacca da artista incastonata da strisce di stoffa variegate (Francesco caro, il tuo pezzo è notevole: ti si nota per quello. O vuoi essere considerato anche dai fashion blogger che hanno assaltato La Traviata di Valentino/Verdi? Vedi tu). Il brano è un coro parlato/interpretato/rumoreggiato per 3 percussionisti, una bella sintesi di gesti sonori, che in altra versione potete vedere nel video di seguito.

Infine Fads and fancies in the academy  di John Cage per cinque performer, brano insolitamente divertente e, come potete constatare, orecchiabile per l’autore di 4’33″ di silenzio.

Al Fast Forward Festival del Teatro dell’Opera di Roma, anche un omaggio a Maurice Ravel. L’incontro con Francesco Prode, che ha eseguito cinque brani ispirati a Miroirs alternati alla composizione originale, per me è segno di felice ripensamento del concerto tradizionale: partiamo dal “classico” – se così possiamo considerare Ravel – ed esploriamo il nuovo accostando le espressioni musicali.

La conclusione del Fast Forward Festival è nel nome di Wofgang Rihm, presente anche fisicamente il 7 giugno 2016 con la sua Proserpina, ispirata a Goethe piuttosto che alla mitologia classica. Questa Proserpina, infatti, non si riscatta dalla sua sorte vivendo anche sulla terra ma rimane sempre negli inferi dove Plutone l’ha costretta. Lo spettacolo è sostenuto dal Goethe-Institut Rom, con la regia di Valentina Carrasco.  Walter Kobéra dirige l’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera sottolineando le caratteristiche timbriche degli impasti sonori che accompagnano il soprano Monja Erdmann: brava attrice nel paesaggio rosa cipria prima e nero sadomaso poi (costumi di Clay Apenouvon, scenografia di Carles Berga, luci di Patrizio Maggi), intensa cantante nelle direzioni melodiche che vanno dalla citazione della Regina della notte di Mozart a sequenze espressioniste del secondo Novecento. Ecco la versione con Elena Fink.

Dal 27 maggio al 9 giugno 2016 mi sono nutrita di linguaggi musicali più vicini al mondo che viviamo. Che differenza con le architetture dell’opera lirica o con i protocolli della musica sinfonica. Immedesimarmi nel pubblico, mio imperativo di divulgatrice, è operazione complicata e stimolante. Provate altri approcci per i video che ho proposto: attenzione a tutto ciò che succede in scena, riflessione sull’uso non tradizionale degli strumenti musicali e degli oggetti sonori, considerazione della performance nella sua totalità. Provate, quindi, a seguire il racconto dell’autore anche se appare non convenzionale. Tutto ciò aspettando la seconda edizione di FFF dove, magari, un ulteriore investimento del Teatro dell’Opera di Roma consentirà di confrontarci nelle community on line, proporrà incontri con l’autore in streaming, arricchirà le performance con contenuti speciali e trasversali.

Ippolita Papale

@salottopapale

www.operaroma.it

Foto: 1.-2. Bozzetto per Proserpina di Rihm, regia di Valentina Carrasco, scenografia di Carles Berga; 3.-4. Monja Erdmann, Proserpina di Rihm, Regia di Valentina Carrasco, ph. Yasuko Kageyama, Opera Roma; 5.-6. Proserpina di Rihm, Regia di Valentina Carrasco, ph. Yasuko Kageyama, Opera Roma; 7. Ars Ludi Ensemble, ph. Yasuko Kageyama, Opera di Roma; 8. Francesco Prode, Miroirs.

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