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Eleonora Abbagnato presenta la nuova stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma

Presentata ieri, giovedì 16 giugno, la stagione 2016/2017 del Teatro dell’Opera di Roma. Accanto al Sovrintendente Carlo Fuortes, la Direttrice Eleonora Abbagnato ha introdotto le 6 produzioni di balletto, riconfermando per la compagnia l’investimento sul grande repertorio classico e su produzioni di autori contemporanei. Tornano Schiaccianoci, spettacolo record di Giuliano Peparini, e Giselle di Patricia Ruanne. Arrivano La Bella Addormentata di Jean-Guillaume Bart, in tour anche alla Fenice di Venezia, e Il Pipistrello di Roland Petit, in tour anche a Parigi. Inoltre, 2 serate con più creazioni: Soirée Roland Petit e una serata con coreografie di Robbins, Preljocaj, Ekman. Per Eleonora Abbagnato una stagione che promette successi e soddisfazioni per il pubblico e i ballerini del teatro romano.

A pochi giorni dall’apertura di Caracalla 2016, il Teatro dell’Opera di Roma annuncia ufficialmente la prossima stagione di opera, musica e balletto, in un clima di giustificato entusiasmo che promette mesi di novità e certezze. “Sono molto fiera di presentare finalmente, per la prima volta, sei titoli di balletto, un obiettivo importante per me e per il Sovrintendente Carlo Fuortes”, ha esordito così in conferenza stampa la Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, evidenziando una crescita che certamente ne premia l’ottimo operato sia in termini di qualità artistica che riscontro di pubblico. La fierezza dell’étoile parigina non ne nasconde l’appassionata attitudine, e se incanta la risolutezza con cui espone la propria linea artistica, ancora di più sorprende l’ardore con cui parla dei ‘suoi’ ballerini. Un ‘possessivo’ dolce e materno che rimarca con calore e che sembra coinvolgerla nel profondo, simbolo di una segreta missione d’artista e dovere consapevole di una giovane direttrice: “Questa nuova stagione sarà ricca di importanti titoli del repertorio classico che per me rappresenta la base di tutto, sia per la crescita del pubblico che per quella dei miei ballerini: le basi e il successo vengono proprio da un solido repertorio classico. Per questo, torna innanzitutto Lo Schiaccianoci, titolo perfetto per il natale delle famiglie, grande successo della scorsa programmazione firmato dal coreografo e regista Giuliano Peparini, con scene, luci e costumi magnifici”.

 

Lo Schiacchianoci di Giuliano Peparini, che ha inaugurato lo scorso anno la direzione Abbagnato con un sorprendente record di spettatori e consensi, torna al Teatro Costanzi dal 18 al 24 dicembre 2016, per un Natale nel segno della spettacolarità visionaria e della leggerezza espressiva di Peparini: “Un balletto che mi auguro diventi un cult natalizio da riprendere in ogni stagione – conferma la direttrice – I ballerini della compagnia hanno dimostrato, già lo scorso anno, di essere sulla strada giusta, grazie all’intenso lavoro con un nuovo coreografo che ha creato su di loro valorizzandoli al massimo. Allo spettacolo parteciperanno nuovamente gli allievi della Scuola di danza del Teatro dell’Opera, che ritengo debbano essere sempre più coinvolti nelle produzioni della compagnia; parteciperanno infatti anche alla seconda produzione della stagione 2016/2017, Il pipistrello di Roland Petit”.

Per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, la coreografia risale al 1979 e porta in scena un’insolita storia d’amore attraverso l’ironia narrativa e la sensualità stilistica che hanno reso eterno l’estro di Roland Petit. Il gioco di seduzione tra due sposi in impasse, pipistrello nottambulo lui e moglie in riconquista lei, si scioglie sulle note di Johann Strauss jr. tra scene di crescente passionalità e umorismo sottile. Il balletto, ripreso da Luigi Bonino, sarà al Costanzi dal 31 dicembre 2016, con una rappresentazione speciale per la notte di Capodanno, fino all’8 gennaio 2017: “Uno spettacolo perfetto per festeggiare insieme, per la prima volta, l’arrivo del nuovo anno – sottolinea Eleonora Abbagnato – e un balletto nuovo per i miei primi ballerini e solisti, nella cui crescita credo moltissimo. Trovo fondamentale che in scena ci siano loro, e non soltanto io, perché ora hanno un pubblico che li segue e stanno lavorando molto bene. I miei ringraziamenti per questa crescita del corpo di ballo vanno all’intero staff del teatro, ma prima di tutto ai miei danzatori”.

La stagione continua dall’8 al 15 febbraio 2017, con uno dei maggiori titoli del repertorio classico, La bella addormentata su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, questa volta nella versione del coreografo Jean-Guillaume Bart. Ballerino e successivamente professore dell’Opéra de Paris, Bart  ha creato per il balletto del grande teatro francese diverse coreografie già a partire dal 1997, tra cui il noto La Source del 2011. Nel legame dell’autore con La bella addormentata, tracce di un recente passato: nel 2000, proprio al termine del balletto nella versione di Rudolf Nureyev, la sua memorabile nomina ad étoile dell’Opéra de Paris. “Un titolo magnifico – per la direttrice Abbagnato – che certamente richiamerà il pubblico di giovani che desideriamo avvicinare al balletto e che sarà una prova fondamentale e difficile per il corpo di ballo. L’allestimento sarà del Teatro dell’Opera e la coreografia dell’étoile Jean-Guillaume Bart, da me scelto proprio perché è anche un grande maestro che fornirà ai miei ballerini degli insegnamenti fondamentali”.

Dal 31 marzo all’8 aprile 2017, una serata di grande coreografia internazionale in tre parti: The Concert, creazione di Jerome Robbins del 1956, in cui le note di Fryderyk Chopin diventano il liberatorio pretesto di una danza giocosa per ascoltatori appassionati; Annonciation, duo del 1995 di Angelin Preljocaj su musica di Stéphane Roy e Antonio Vivaldi, una rilettura dell’Annunciazione nella chiave corporea che caratterizza l’autore, attraverso una trasposizione concettuale ed estetica dal piano religioso-spirituale a quello biologico-umano (in scena la stessa Eleonora Abbagnato); Cacti, lavoro del 2010 del coreografo prodigio svedese Alexander Ekman, già danzatore per Nederlands Dans Theater II e Cullberg Ballet e autore di pezzi ripresi da alcune delle maggiori compagnie di danza del mondo (Boston Ballet, Joffrey Ballet, Sydney Dance Company, Wiener Staatsballett, Royal Swedish Ballet). Cacti, per sedici danzatori e quattro musicisti in scena, è un’esplosione di ritmo, suono e luce in un’architettura coreografica che trascina lo spettatore in un vortice di irresistibile sovrabbondanza dinamica.

Nelle parole della direttrice, grande attenzione verso il pubblico romano, che dopo una stagione di evidente consenso, riceverà un’offerta ancora più ampia e diversificata: “Durante il mio primo anno di direzione ho scoperto un pubblico nuovo, giovane e interessato a nuove produzioni moderne e contemporanee. La serata Grandi Coreografi della scorsa stagione è stata un successo che ha ripagato delle difficoltà nel portare in scena, tutti insieme, quattro coreografi contemporanei. Questo mi rende molto felice perché dà la possibilità, a me e ai miei ballerini, di esplorare mondi nuovi. Questa volta, i miei ballerini danzeranno per la prima volta delle coreografie di autori moderni e attuali, come quella del giovanissimo Alexander Ekman, il grande successo Cacti, che ho scelto anche per la presenza in scena di quattro musicisti e dunque per il rapporto diretto tra musica e danzatori. Dopo il grande successo di Le Parc, desideravo inoltre tornasse Angelin Preljocaj: con Annonciation vedrete qualcosa di nuovo in cui sarò presente accanto ai miei ballerini”.

Dopo l’estate, appuntamento dall’8 al 13 settembre 2017, con Soirée Roland Petit, notte di capolavori del coreografo francese a cui dobbiamo, tra le altre cose, la rivelazione del talento giovanissimo di Eleonora Abbagnato: “Ho un legame speciale con Roland Petit, da sempre. Con lui sono partita dall’Italia (scelta a soli dodici anni per la produzione La bella addormentata, ndr) e ho danzato tutti i suoi ruoli più importanti (Abbagnato è stata nominata étoile dell’Opéra de Paris, nel 2013, proprio al termine della rappresentazione di Carmen di Petit, ndr). In scena al Costanzi, a settembre, ci saranno tre capolavori assoluti: Le Jeune Homme et la Mort (1946), danzato negli anni da alcuni dei maggiori ballerini del mondo come Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Nicolas Le Riche, e oggi interpretato da un nostro ballerino. Luigi Bonino che riprende le coreografie per la compagnia, ha già individuato elementi in grado di affrontare il ruolo. Poi, Carmen (1949), per me e immagino per molti altri, la più bella versione che conosciamo, e infine L’Arlésienne (1974), con l’assolo finale di un giovane uomo interpretato, di nuovo, da un mio ballerino”.

La stagione termina con Giselle, dal 20 al 24 settembre 2017, nella versione di Patricia Ruanne, già in scena con successo nell’ottobre 2015: “Il balletto romantico classico per me più bello – confessa Abbagnato – in una versione in cui i ballerini si sono già dimostrati di alto livello. Prima c’erano molti ospiti nelle produzioni della compagnia, oggi riusciamo a realizzare finalmente questi spettacoli con i nostri ballerini, che a loro volta continuano a crescere grazie alle grandi produzioni. Questo mi rende felice e mi fa augurare a tutti una stagione ricca per il nostro balletto. Tra le difficoltà dei teatri italiani, tutto questo mi dà la forza di continuare a fare un grande lavoro qui a Roma”. Un impegno a cui si aggiungono quest’anno grandi tournée nazionali e internazionali, tra le quali segnaliamo quella a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées (Il pipistrello) e quella al Teatro La Fenice di Venezia (La bella Addormentata).

 

In chiusura di conferenza stampa, una sentita raccomandazione da parte della direttrice contro chi lamenta la mancanza di étoiles nel teatro romano: “ Le étoiles non nascono da un giorno all’altro, crescono e si formano nel tempo. Lo scorso dicembre abbiamo nominato una Prima ballerina, Rebecca Bianchi, che ha dimostrato grande talento ed è stata nominata al Prix Benois de la Danse. Questa è già una grande soddisfazione: aver rivelato una giovane danzatrice di venticinque anni, formata alla Scala e poi professionista all’Opera, che personalmente reputo una grande artista. Considero inoltre un elemento importante il successo dei miei danzatori con i ripetitori e i maestri che abbiamo recentemente ospitato, si tratta di un ottimo risultato, anche se naturalmente dobbiamo crescere ancora. In un anno la compagnia si è trasformata grazie ai maître ospiti che hanno scoperto ballerini pieni di voglia di imparare e migliorare. I giovani, i ventenni, non possono essere già étoiles, devono crescere, prima con la stagione di balletto e poi con il contemporaneo. In futuro spero di trovare solo stelle italiane che non abbiano bisogno di fuggire all’estero per diventare famosi. Oggi, intanto, siamo richiesti da grandi teatri nazionali e internazionali. Questo dimostra che siamo già ad un buon punto e che è giusto credere nei talenti della compagnia”.

Lula Abicca

17/06/2016

Ulteriori informazioni Teatro dell’Opera di Roma, stagione 2016 – 2017

Foto: 1. Eleonora Abbagnato; 4.-10 Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini, ph. Yasuko Kageyama, Teatro Opera Roma; 15. Eleonora Abbagnato, Le jeune homme et la mort di Roland Petit, ph. Rolando Paolo Guerzoni; 16. Alessio Rezza e Rebecca Bianchi, L’Arlesienne di Roland Petit, ph. Rolando Paolo Guerzoni;

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