In Val d'Aosta

Il Balletto di Milano con Il Lago dei cigni di Teet Kask al Palais di Saint Vincent

04 . 01 . 2019

21.00

Saint-Vincent (AO) - Palais, Via Martiri della Libertà 4

Il Balletto di Milano è in tour a gennaio con diverse produzioni. Tra queste la nuova versione del Lago dei cigni creata per il Balletto di Milano dal coreografo estone Teet Kask sulle note della celebre partitura di Tchaikovsky in scena il 4 gennaio 2019 al Palais di Saint Vincent (AO).

In questa nuova versione in due atti e quattro scene, il coreografo Teet Kask, già autore per la Compagnia della fortunata produzione Anna Karenina, celebra chi, malgrado le critiche sociali e le ostilità, continua a seguire le proprie aspirazioni, bisogni e amori e (dunque) celebra la libertà di espressione.

Ispirandosi alla vita di Tchaikovsky e a Re Ludwig II° di Baviera, il Re Cigno, il coreografo Teet Kask vede Siegfried come un giovane dal temperamento artistico che, rifuggendo le responsabilità che la famiglia e la società vorrebbero attribuirgli, trova la forza di rompere le catene imposte seguendo il suo cuore, la sua “voce interiore”.

Spiega il coreografo Teet Kask:

«Il mio lavoro segue l’ispirazione di Tchaikovsky a Ludwig II, soprannominato “Swan King”, visionario re di Baviera dal 1845 al 1886, anche devoto mecenate del compositore Richard Wagner.
Ludwig, nonostante le tante critiche ed ostilità, andò avanti con le sue idee e passioni, diventando un simbolo di libertà di espressione. Egli seguì ed esaudì i suoi sogni con piena dedizione e amore.
Credo che Tchaikovsky nell’anima e nel cuore si sentisse molto vicino a Ludwig e si ispirò a lui per il prototipo del sognatore Siegfried. Anche il mio Siegfried ha un temperamento artistico e rifugge le responsabilità imprenditoriali e il matrimonio che il proprio padre vorrebbe combinare. Questo nuovo Lago è infatti ambientato in una famiglia borghese dell’aristocrazia, dove il padre vorrebbe Siegfried a capo dell’impresa familiare e sposato con una ragazza scelta dalla famiglia.
Un ruolo importante è riservato al miglior amico di Siegfried, Benno. I suoi propositi come “giullare” non sono quelli di sostituire un sistema con un altro, ma di liberare Siegfried dalle catene del sistema stesso. Benno è una persona ricca di humor, qualità con cui riesce a distendere situazioni tese, sdrammatizzando le critiche negative. Egli è abituato a far notare a Siegfried le sue sciocchezze di modo che egli possa accorgersene. Conosce molto bene Siegfried e susciterà l’interesse dell’amico portando alla sua festa una misteriosa “Dama bianca”. La fugace visione apparirà a Siegfried nel suo sogno sotto le sembianze di una meravigliosa fanciulla Cigno, vittima dell’incantesimo di Rothbart, in cui Siegfried riconosce il Padre».

Nella coreografia Teet Kask rimane fedele alle scene centrali della storia negli atti bianchi tra cui l’apparizione sulla scena del Cigno Bianco e l’incontro tra il Principe e il Cigno. Attualizza invece la prima e la terza scena le cui linee drammaturgiche si incentrano sul rapporto tra il Padre / Rothbart e il Figlio / Principe.

L’ambientazione in una famiglia aristocratica, guidata da un padre dominante, si ritrovano nei preziosi abiti di scena ispirati alla moda dei grandi stilisti e nell’allestimento creato da Marco Pesta. Nel processo di stilizzazione il giovane scenografo si è ispirato ai palazzi borghesi italiani del XVIII° e XIX° secolo per arrivare, attraverso l’utilizzo di materiali innovativi, a linee volutamente pulite ed essenziali e, giocando con originali effetti di trasparenza e riflessione, ad un’atmosfera particolarmente suggestiva e diversa dagli allestimenti più tradizionali.

Sogno e magia ancora una volta si intrecciano sulla riva del lago, il luogo incantato della storia d’amore impossibile tra il Principe e il Cigno sulla musica grandiosa e coinvolgente di Tchaikovsky, trovando nei danzatori della Compagnia degli interpreti di spessore.

www.ballettodimilano.com.

Foto: Lago dei cigni di Teet Kask, Balletto di Milano, ph. Moro-Dessì

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