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Liliana Cosi, Antidiva: nel docufilm il racconto di una vita dedicata alla danza

Presentato al Ministero della Cultura, il docufilm Antidiva di Camilla Ferranti ripercorre la straordinaria vicenda artistica e umana di Liliana Cosi. Attraverso immagini d'archivio, materiali inediti e testimonianze di colleghi e amici, il film racconta la carriera di una delle più grandi interpreti della danza italiana e il suo impegno nella formazione delle nuove generazioni. Un omaggio alla sua eredità artistica, culturale e pedagogica.

Presentato il 13 maggio 2026 presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura nell’ambito dell’incontro “Piano Olivetti e Liliana Cosi: la danza come avamposto culturale”, il docufilm Antidiva di Camilla Ferranti rende omaggio a una delle figure più autorevoli della danza italiana.

Il documentario ripercorre il cammino artistico e umano di una donna che ha saputo trasformare il talento in una missione culturale ed educativa. Già nel titolo, Antidiva rivela la propria chiave interpretativa: il ritratto di un’artista che ha sempre anteposto il rigore, il lavoro e la dedizione all’arte a ogni forma di protagonismo personale, costruendo il proprio percorso sulla disciplina, sullo studio e sulla trasmissione dei valori più autentici della danza.

Liliana Cosi, étoile del Teatro alla Scala, si è formata presso la Scuola di Ballo scaligera, intraprendendo una carriera che l’ha portata sui più prestigiosi palcoscenici internazionali. Dai teatri del Bolshoi e del Kirov alle tournée nei maggiori palcoscenici d’Europa, degli Stati Uniti e dell’Asia, ha rappresentato l’eccellenza della scuola italiana nel mondo. Ha danzato accanto ad alcuni dei più grandi artisti del Novecento, tra cui Rudolf Nureyev, interpretando i grandi titoli del repertorio classico e contribuendo in maniera determinante alla diffusione della cultura coreutica sia in Italia che all’estero.

La pellicola di Camilla Ferranti non si limita però a ricostruire una carriera straordinaria. Attraverso immagini d’archivio, testimonianze e materiali provenienti dall’archivio personale di Liliana Cosi, il film restituisce il valore umano e artistico di un’esperienza che continua a parlare alle nuove generazioni. Particolarmente prezioso è il lavoro di recupero e digitalizzazione di filmati in Super 8, riprese inedite e video realizzati durante il periodo trascorso in Unione Sovietica, dove ottenne importanti successi artistici anche al Teatro Bolshoi, esperienza che contribuì a consolidarne il prestigio internazionale. Il documentario, destinato prossimamente alla programmazione Rai, rappresenta inoltre un’importante occasione per far conoscere a un pubblico ancora più vasto la figura e l’eredità artistica di Liliana Cosi.

Ad arricchire il racconto contribuiscono le testimonianze di personalità che hanno condiviso con lei significative esperienze professionali e umane, tra cui Oriella Dorella, Luciana Savignano e Beppe Menegatti. Attraverso questi racconti, e grazie a un percorso che attraversa i luoghi simbolo della sua carriera, il film ricostruisce il profilo di un’artista che ha segnato la storia della danza italiana. Tra questi luoghi occupa naturalmente un posto centrale il Teatro alla Scala, dove Liliana Cosi fu nominata étoile nel 1970, consacrandosi come una delle più importanti ballerine italiane del suo tempo.

In un tempo in cui il successo sembra spesso misurarsi sulla visibilità immediata, la testimonianza di Liliana Cosi ricorda invece il valore dello studio, della perseveranza e della costruzione paziente di un percorso artistico. È questo uno degli aspetti più significativi di Antidiva, che propone al pubblico non soltanto il ritratto di una grande ballerina, ma anche quello di una donna che ha saputo fare della propria arte uno strumento di crescita culturale e umana.

Particolarmente significativo è stato il contesto della presentazione al Ministero della Cultura, dove Antidiva è stato inserito all’interno di un’iniziativa dedicata ai giovani danzatori e alle scuole di danza italiane. Una scelta che riconosce il ruolo fondamentale della danza come presidio culturale diffuso sul territorio e che trova nella figura di Liliana Cosi un esempio emblematico di eccellenza artistica unita a un costante impegno educativo.

Il film evidenzia così non soltanto il percorso di un’interprete straordinaria, ma anche quello di una donna che ha saputo trasformare la propria esperienza artistica in un patrimonio condiviso, mettendolo al servizio della formazione e della crescita delle nuove generazioni.

Accanto alla sua attività di interprete, infatti, Liliana Cosi ha dedicato gran parte della propria vita alla formazione, fondando insieme a Marinel Stefanescu il Balletto Classico Cosi-Stefanescu e contribuendo alla crescita professionale e umana di generazioni di allievi. È proprio questa eredità, fatta di arte, passione e responsabilità, che Antidiva restituisce con sensibilità e profondità.

Antidiva è molto più di un documentario biografico. È una testimonianza di memoria culturale, un racconto di passione e coerenza, ma soprattutto un tributo a una donna che ha saputo fare della danza non soltanto una professione, bensì una vera missione di vita.

Un omaggio a una protagonista della storia della danza italiana che, attraverso il palcoscenico, l’insegnamento e l’impegno culturale, ha lasciato un segno profondo nella formazione di intere generazioni di artisti. Non solo étoile della Scala e interprete acclamata sui maggiori palcoscenici internazionali, ma anche figura determinante nella diffusione del balletto presso il grande pubblico italiano, grazie alle numerose apparizioni televisive che contribuirono a far conoscere la danza a milioni di spettatori. Una presenza artistica e culturale che continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per il mondo della danza e un esempio di come talento, disciplina e passione possano trasformarsi in una duratura eredità culturale.

Francesca Bernabini

02/06/2026

Foto 2. Liliana Cosi; 3. Liliana Cosi e Rudolf Nureyev, Lago dei cigni, ph. Erio Piccagliani, Teatro alla Scala (1974); 4. Liliana Cosi e Rudolf Nureyev al Teatro alla Scala; 5. Liliana Cosi, La morte del cigno; 6.-7. Liliana Cosi, Giselle; 8. Liliana Cosi, Cenerentola; 9. Liliana Cosi, Excelsior; Liliana Cosi, Petruska; 11. -16. Liliana Cosi; 17. Liliana Cosi, Sheherazade; 18.-20. Liliana Cosi; 21. Liliana Cosi, Risveglio dell’Umanità (1987); 22. Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, Patetica; 23. Liliana Cosi.

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