La recensione

Al Teatro Stanislavsky di Mosca La Bayadère e il Gala Petipa

Tanti i festeggiamenti nel mondo per celebrare il bicentenario della nascita di Marius Petipa, nato nel marzo del 1818. Riedizioni dei grandi titoli del repertorio classico, studi, masterclass, esposizioni e convegni sono organizzati soprattutto in Russia, dove egli ha creato per 60 anni, con eccellenza e genialità, i suoi capolavori. Nell’articolo la recensione di due spettacoli celebrativi che si sono svolti a Mosca con la Compagnia di Ballo del Teatro Stanislavsky, diretta da Laurent Hilaire, in collaborazione con l’Accademia di Danza del Bolshoi e l’École de Danse de l’Opera de Paris.

Tempo di festeggiamenti a Mosca per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Marius Petipa, il grande coreografo e padre del balletto classico che, nato a Marsiglia nel 1818 da una famiglia di ballerini e musicisti (lui stesso era danzatore insieme al fratello Lucien), fu per 60 anni il creatore dei più grandi capolavori del balletto classico presso la corte degli Zar a San Pietroburgo. Oltre all’immenso lavoro svolto come artefice di splendidi balletti, oggi nel repertorio di tutte le più grandi compagnie del mondo, Petipa ha permesso di conservare e riprodurre la migliore tradizione del balletto europeo del XVIII e XIX secolo (Giselle ne è l’esempio più fulgido) e che in seguito, nella prima metà del XX, è stato rivelato al mondo intero attraverso danzatori, pedagoghi e coreografi russi di talento che hanno collaborato con i Ballets Russes di Diaghilev e con altre compagnie europee e americane.

In Russia i festeggiamenti in onore di Marius Petipa (celebrato anche in tutto l’universo internazionale del balletto nel 2018), sono cominciati a marzo a San Pietroburgo, l’antica capitale dell’impero russo. Attraverso spettacoli, convegni, conferenze, master classes e un’esposizione di centinaia di documenti usciti da collezioni eccellenti contenenti partiture, programmi, album fotografici, testi inediti, litografie e disegni del coreografo, le manifestazioni continuano e si prolungheranno in molte altre città tra cui ovviamente Mosca.

Proprio a Mosca sono stati portati in scena per l’occasione, al Teatro Stanislavsky, due diversi programmi ideati da Laurent Hilaire, ex étoile dell’Opéra de Paris, che da oltre un anno ha preso in mano la direzione della Compagnia di Ballo del Teatro Stanislavsky. Il primo comprendeva La Bayadère, uno dei primi balletti creati in Russia da Petipa, portato in scena dal teatro moscovita. Per il secondo programma  Hilaire ha pensato di organizzare due serate di Gala dedicate ai giovani allievi dell’Accademia del Bolshoi, invitando accanto a loro anche una grande scuola europea, l’École de Danse dell’Opéra de Paris, e di  chiudere, attraverso un finale travolgente, con il Divertissement di Paquita da lui riallestito con gli ottimi danzatori della Compagnia dello Stanislavsky. Questo con la volontà di sottolineare l’importanza di una riflessione sulla pedagogia e sul valore qualitativo della tecnica che devono essere forgiati per poter accedere allo stile luminoso e puro di Marius Petipa, fautore di quella che è poi diventata la grande scuola di danza classico/accademica russa nelle due Accademie più prestigiose della Russia: l’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, collegata al Teatro Mariinskij, e quella del Bolshoi di Mosca.

Il contesto del balletto La Bayadère, creato nel 1877 da Petipa a San Pietroburgo, si sviluppa in un clima esotico e fiabesco attraverso i canoni e il gusto di uno stile del tempo, marcatamente accademico. Attraverso l’influenza di alcune convenzioni, tra le quali la tradizione storica del balletto imperiale russo, le immagini provenienti da opere letterarie di un certo gusto esotico e ancora la testimonianza delle scoperte di un nuovo mondo riletto dai giornali dell’epoca, si traducono nel balletto in momenti evocativi di rilevante impronta stilistica.

La Compagnia di Ballo del Teatro Stanislavsky ha riproposto una versione del balletto, secondo la ricostruzione da Petipa di Natalia Makarova, assistita da Olga Evreiniva, capace di fare rivivere sulla scena il rigore e lo stile impeccabile di quello che fu un fulgido esempio della più pura tradizione accademica.

Lo spettacolo è stato un avvenimento degno di attenzione. La Compagnia si è impegnata danzando la perfezione. Oculata la scelta degli interpreti principali, tra cui la luminosa Oxana Kardash che, con uno charme seducente, ha interpretato il personaggio di Nikija, la sfortunata bayadère che, teneramente innamorata del nobile guerriero Solor, il prestante Sergei Manulyov, è vittima della gelosia della rivale Gamzatti, interpretata dalla giovane e bella Ksenia Schevstova. Uccisa con un tradimento, Nikija apparirà quale Ombra del regno dei morti, nel sogno struggente di Solor.

Stilisticamente perfetto, l’atto delle Ombre regala brividi di emozione quando 32 bayadère, scendendo dalle pendici dell’Himalaya, danzano con eccellente rigore tecnico davanti agli occhi trasognati di Solor. Dopo la celeberrima uscita a serpentina, eseguendo innumerevoli arabesques penchées, ispirata a Petipa da un’incisione di Doré sulla processione degli angeli nel paradiso dantesco, la danza d’insieme lascia lo spazio alle tre variazioni e ai grands pas delle tre bayadère soliste ben interpretate da Elena Solomianko, Natalia Kleimionova e Olga Sizik. Eccellente anche Innokenti Iuldashev, giovane e atletico danzatore proveniente della scuola del Marinskij, nel ruolo dell’Idolo d’oro.

La serata di Gala in onore a Petipa, ha invece proposto, due celeberrimi brani del coreografo francese, Jardin Animé, tratto dal balletto Le Corsaire  eseguito dall’Accademia del Teatro Bolshoi e il Divertissement di Paquita interpretato dagli allievi dell’Accademia del Bolshoi e dai ballerini del Teatro Stanislavsky, e una pièce di John Neumeier, Spring and Fall, eseguita dall’École de Danse dell’Opera de Paris. A molte persone la decisione operata da Laurent Hilaire e da Elisabeth Platel, direttrice dell’École de Danse parigina, è parsa strana o quantomeno bizzarra, ma Hilaire nella sua nota sul programma spiega questa scelta come volontà di concedere ai giovani e al pubblico la possibilità di progredire nella conoscenza degli sviluppi coreografici, dell’evoluzione della tecnica e del gusto per giungere alla consapevolezza dell’odierna creatività.

Il suo presupposto può essere comprensibile e motivato da una volontà di adeguarsi all’oggi, ma è inevitabile domandarsi allora se sia logico creare un Gala in onore di Petipa e aggiungere al programma un coreografo contemporaneo, eccellente, ma contemporaneo. Forse perché la pièce era appena stata danzata a Palais Garnier al saggio di fine anno dall’École?

Dispiace che la più antica scuola professionale di danza, fondata dal magnifico roi danseur Louis XIV, non riveli la grandeur della sua Scuola proprio danzando quel repertorio di Petipa che possiede, straordinariamente ben allestito e copioso in seno alla sua eccellente Compagnie, diretta per lunghi anni dal grande Rudolf Nureyev, danzatore e coreografo che ha interpretato e rimontato in Occidente tutta l’opera di Petipa.

Ma per tornare al Gala, il sipario si è aperto sulla perfezione assoluta dei giovani danzatori dell’Accademia del Teatro Bolshoi che, con la loro disciplina rigorosa, il loro impeccabile stile e la loro tecnica luminosa, disegnano, con una danza che profuma di precisione, il bellissimo Jardin Animé, tratto dal balletto Le Corsaire, uno dei capolavori di Petipa, cui sono stati aggiunti il pas de deux e le variazioni di Medora e Alì, ben danzati da due giovani promesse.

Il pubblico, stregato da tanta bravura, ha applaudito lungamente l’Accademia moscovita diretta con lungimiranza e competenti capacità pedagogiche da Marina Leonova, già étoile del Teatro Bolshoi.

Nel secondo tempo dello spettacolo è stata la volta della Scuola di ballo dell’Opéra de Paris con Spring and Fall di John Neumeier su musica di Antonin Dvořàk. Molto complessa e non facile da assimilare, per dei ragazzi ancora poco avvezzi a competere con una dinamica contemporanea, la pièce è stata danzata con poca pulizia e con incertezza di linee nelle parti corali anche se pur sempre, soprattutto nei soli e nei pas de deux, con l’eleganza che contraddistingue la Scuola Francese.

È stato un vero peccato che una grande École come quella dell’Opéra de Paris non abbia saputo dimostrare le sue immense qualità e il suo splendore con un’avveduta e accurata programmazione, proprio in quel Paese dove la genialità del francese Petipa aveva concesso il meglio della sua arte e della sua creatività. Peccato!

La terza parte del Gala ha visto nuovamente sul palcoscenico l’Accademia del Bolshoi: i piccolissimi danzatori dei primi tre corsi hanno aperto il Divertissement di Paquita con una deliziosa e perfetta polonaise rimontata dai professori di carattere.

Le danze si sono poi snodate, in uno scorrere piacevolissimo, eseguite dai ballerini del Teatro Stanislavsky che hanno dimostrato una padronanza scenica e interpretativa di bella qualità: eccellenti gli assieme, perfette le linee, brillante la tecnica, virtuose le variazioni e di fulgida purezza estetica il grand pas de deux interpretato da Erika Mikirticeva e Ivan Mikhaliov.

I bei costumi erano firmati dalla nostra Luisa Spinatelli e l’orchestra era diretta da Felix Korobov.

I festeggiamenti in onore di Petipa continueranno a Mosca in seno al Teatro Bolshoi, cui, oltre agli spettacoli proposti dal teatro stesso, si aggiungeranno interventi di eminenti studiosi dell’opera del grande coreografo.

Mariolina Giaretta

10/05/2018

Foto: 1.-7. Teatro Stanislavsky La Bayadère di Natalia Makarova da Petipa, ph. Sila Avaakum; 8.-23.Bolshoi Ballet Academy, Jardin Animé da Le Corsaire, ph. Sila Avaakum; 24.-38. École de Danse dell’Opéra de Paris, Spring and Fall di John Neumeier, ph. Sila Avaakum; 39.-41. Bolshoi Ballet Academy, polonaise da Paquita, ph. Sila Avaakum; 42.-52. Teatro Stanislavsky, Paquita di Laurent Hilaire da Petipa, ph. Sila Avaakum.

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