Ricordando Ettore Scola

Addio Ettore Scola. Tra i suoi film anche Le Bal.

Ettore Scola, uno dei maestri della commedia italiana, ci ha lasciato. Tra i suoi film anche Le Bal, una pellicola del 1983 interamente girata in una sala da ballo di Parigi. Senza parole, il film attraversa 40 anni di storia e racconta la solitudine dell’uomo e il suo desiderio di amare attraverso le immagini, la musica e la danza.

E’ morto ieri a Roma, a 84 anni, Ettore Scola, uno dei grandi maestri del cinema italiano. Regista e sceneggiatore ha raccontato con acume, per oltre cinquant’anni, vizi e virtù del nostro bel Paese. Ha diretto i più grandi attori italiani e stranieri – Alberto Sordi, Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Massimo Troisi, Sergio Castellitto, Jean Luis Trintignant – e ha firmato tante, tantissime pellicole che sono entrate nella storia della cinematografia: da C’eravamo tanto amati, film che nel 1974 lo ha consacrato come grande autore, a Una giornata particolare (1977) e La famiglia (1987).

Scola è uno dei pochi registi che ha compreso la forza comunicativa della danza e del ballo. E’ del 1983 Le Bal (Ballando Ballando), una pellicola che racconta 40 anni di vita attraverso l’uso delle immagini, della danza e della musica, oltre sessanta motivi tra originali e arrangiati da Vladimir Cosma. Non c’è una sola battuta nel film. Non una parola.

Il film trae spunto da uno spettacolo allestito al Theatre du Campagnol nel 1980 ed è interamente ambientato in una sala da ballo della periferia di Parigi, una balera popolata da piccolo borghesi, commesse, lavoratori, tutti single e tutti impegnati, attraverso la danza, a trovare il proprio partner in un intrigante gioco di coppie e di passioni. Trucco, abiti, danze, gesti, comportamenti e arredi ci raccontano 40 anni di storia, dagli anni Quaranta agli anni Ottanta, passando attraverso la vittoria del Fronte Popolare, la guerra, l’occupazione, la liberazione, il conflitto d’Algeria, le barricate del ’68 per tornare al presente. Il tempo scorre, fluisce, ma permane il desiderio e l’illusione di fuggire dalla propria vita, dalla propria solitudine interiore, rifugiandosi in una sala da ballo dove per poche ore è possibile sognare e amare.

Francesca Bernabini

20/01/2016

 

Scrivi il tuo commento

design THE CLOCKSMITHS . development DEHLIC . cookie policy