La recensione

Divertente e fantasiosa la Cenerentola di Giorgio Madia con il Balletto di Milano

Un pubblico divertito ha salutato la nota versione coreografica di Cenerentola firmata da Giorgio Madia e portata in scena dal Balletto di Milano. Una versione contemporanea fantasiosa, ricca di sfumature argute, dal sapore spassoso, fruibile al grande pubblico.

Il Balletto di Milano ha riproposto al Teatro di Milano la celebre coreografia di Giorgio Madia Cenerentola, vincitrice del Gold Critics Award nel 2007 e del Premio Bucchi nel 2011. Una versione contemporanea fantasiosa, divertente e ricca di sfumature argute, che travalica i confini della fiaba, concentrandosi sull’introspezione dei personaggi e sulla vicenda in un allestimento dal sapore spassoso, scenografico, fruibile al grande pubblico, ma anche estremamente suggestivo ed elegante.

Cenerentola è una fiaba popolare, probabilmente originaria dell’antico Egitto o secondo altre fonti dalla Cina. Narrata in svariate versioni in gran parte del mondo, è patrimonio culturale di numerosi popoli. In Occidente le narrazioni più note sono quelle dei fratelli Grimm e di Charles Perrault. E proprio a quest’ultima si ispira la messinscena di Madia, sviluppata su musiche di Rossini, tratte dall’omonima opera e arricchite dalle ouverture ricavate dal catalogo del celebre compositore in una miriade di suoni avvolgenti che infondono ritmo vitale e spessore alla umile e graziosa fanciulla che, a dispetto delle due sorellastre, non lotta mai per la propria fortuna ma che alla fine ottiene l’amore del suo amato principe.

Una Cenerentola ambientata  negli anni Cinquanta e portata in scena dall’affiatata e ben diretta compagnia del Balletto di Milano, in un perfetto connubio di danza classica e di danza contemporanea con l’ausilio di gag affidate alla mimica e alla gestualità dei danzatori. Una sorta di “commedia” leggera per evocare la vicenda tra romantici pas de deux e movimenti scanditi dalle linee dolci e regolari, che assicurano la qualità espressiva e tecnica in ogni ruolo, dalle sgraziate e invidiose sorellastre alla perfida matrigna, tutte e tre rigorosamente en travesti (gli ottimi e trascinanti Alessandro Orlando, Federico Veratti, Alessandro Torrielli), a Cenerentola, l’armoniosa Alessia Campidori che illumina la scena, e il romantico principe Simone Maier, virtuoso ed elegante dal sapore classico. Nel ruolo della Fata la conturbante Angelica Gismondo, mentre nella parte dei valletti i talentuosi Mirko Casilli e Alessio Pirrone. I costumi (Cordelia Matthes) donano allegria in un tripudio pop tra il barocco e il rococò, impreziositi dal disegno luci di Lorenzo Pagella e dalle incantevoli scene (sempre di Cordelia Matthes) che con la loro brillantezza ed estrosità vestono alla perfezione il palcoscenico coronato da fate, cavalli e dall’immancabile scarpetta. Di grande impatto visivo la scena con la carrozza che sembra correre, grazie al volteggiare di ombrelli che si trasformano in ruote inventando situazioni e figure.

Uno spettacolo dal tessuto vivacemente colorato e dal disegno vistoso dove regna, però, sovrana la magia e l’emozione della favola mediante la felicità del gran finale dove ci si affida soprattutto all’espressività dei ballerini.

Un pubblico divertito ha salutato calorosamente tutti gli interpreti del Balletto di Milano.

Michele Olivieri

28/10/2014

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