L'intervista

Letizia Giuliani: prima ballerina e mamma.

La prima ballerina di MaggioDanza racconta il suo amore per la città di Firenze, i maestri e i partner che hanno segnato la sua carriera d’artista, la sua voglia di sperimentare e aprirsi a lavori coreografici di compagnie fuori dalle Fondazioni liriche e la sua voglia di essere una mamma presente.

Quando la semplicità si incontra con la bellezza si chiama Letizia Giuliani. Una danzatrice eclettica, aperta  anche a nuove  realtà della danza. A Firenze si è affermata come prima ballerina del corpo di ballo del Maggio Musicale Fiorentino, nel mondo si è fatta riconoscere per le sue eccellenti qualità artistiche. Ecco che si racconta oggi, tra esperienze passate e nuove, come l’essere mamma.

Quasi 15 anni di vita/danza a Firenze. Che cosa rappresenta per Lei questa città?

E’ la mia seconda casa, e non mi riferisco solo in termini di lavoro. Qualche anno fa quando viaggiavo per alcune tournée o anche per tornare semplicemente a Roma, era sempre difficile lasciare Firenze, una città meravigliosa sotto ogni punto di vista. Adesso penso soprattutto alla mia famiglia, a un posto dove mio figlio possa crescere bene ed è impensabile lasciarla proprio adesso. Mi sono fermata qua perché è la città giusta  per le esigenze mie e del mio compagno, ma soprattutto del bambino.

Ha lavorato con coreografi e partner di fama mondiale. Quale artista Le ha lasciato di più, sia a livello artistico che umano?

Ho avuto la fortuna di ballare per tanti coreografi, che hanno debuttato proprio al Teatro Comunale di Firenze. Tutti mi hanno lasciato addosso un’esperienza incredibile ma soprattutto si sono dimostrati generosi per aver stimolato in me l’anima dell’artista. Fra tutti Gheorghe Iancu è sicuramente quello con cui ho stretto un rapporto come padre-figlia e al quale devo molto. Se parliamo di partner ce ne sono diversi che ricordo per un feeling particolare, da  Bolle a Corella, ma soprattutto Alessandro Riga, con il quale ultimamente ho avuto il piacere di collaborare per il bellissimo Romeo e Giulietta di Massimo Moricone a Palermo.

A luglio debutterà come solista per l’emergente compagnia fiorentina Kinesisdanza al Museo del Bargello, in occasione del Florence dance Festival.  Com’è nata la collaborazione?

Al di là degli enti lirici ho scoperto sparse per l’Italia tante belle realtà della danza, dove magari le risorse economiche non sono il massimo e le difficoltà sono tante. Ma la passione è così forte che traspare nei ballerini e soprattutto in chi li dirige. Così è stato per me un piacere collaborare circa due anni fa con la Compagnia del Sud di Fredy Franzutti alla sua Carmen. Qui ho conosciuto il ballerino Angelo Egarese, che qualche tempo fa ho incontrato nuovamente  a Firenze. Ho saputo che sarebbe stato felice di coinvolgermi in un progetto pensato per la sua compagnia. Ho accettato, sia in amicizia, sia perché sono curiosa di intraprendere nuove esperienze di questo genere.

Avrebbe da suggerire un’idea per sensibilizzare alla danza classica fiorentini e non?

Lavorare con le scuole di danza. Cercare di educare le persone attraverso le scuole per insegnare che la danza è una disciplina che interessa tutti, un nostro patrimonio da salvaguardare, come tutte le opere d’arte tangibili in Italia. E poi portare il pubblico nei teatri. Cercare nuove idee e spettacoli adatti a tutte le età: dai bambini, per sensibilizzarli fin da piccoli al balletto, fino a produzioni più di nicchia e per gli “addetti ai lavori”. Basterebbe davvero poco per creare una programmazione che prevede queste differenzazioni, occorrerebbe investire sulla buona danza; senza soldi è davvero impossibile.

Che posto occupa la danza nella sua vita in questo momento?

Adesso la mia danza è in funzione di Massimo, mio figlio. Ma anche viceversa. Molto spesso capita che lo porti con me in teatro ad assistere alle prove suo malgrado, ma lui sta tranquillamente in platea osservandomi e talvolta chiamandomi! Da quando sono diventata mamma è inutile dire che la mia vita sia cambiata in relazione alla danza, e adesso lui è il mio portafortuna! E così voglio che allo stesso tempo abbia una brava mamma e una guida importante per la sua crescita.

Augura a su figlio di diventare un giorno un danzatore?

Se tra qualche anno dovesse nascere in lui questa passione, sarebbe bellissimo che facesse il ballerino. Tra l’altro sarebbe molto portato, tra gambe e collo del piede… E’ un bambino divertente e che non ha paura di ballare tra persone che non conosce. Se però devo guardare la situazione attuale, non sembrano esistere  occupazioni lavorative particolarmente favorevoli in nessun campo, quindi è giusto sognare. L’importante è che lui possa esser felice e abbia la passione di farlo.

Vanessa Bambi

6/06/2015

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