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Arena di Verona: l’indagine di Danza Error System sulla situazione del corpo di ballo della Fondazione

In questo capitolo l’indagine di Danza Error System analizza la situazione del Corpo di ballo dell’Arena di Verona, un corpo di ballo chiuso nel 2017 ma che viene ricomposto in modo precario ogni anno per la messa in scena di opere liriche e spettacoli vari. Questa situazione è l’emblema della disastrosa situazione dei corpi di ballo italiani, poiché ingloba, in un’unica situazione, sia il problema dello smantellamento delle compagnie di balletto stabili sia la folle direzione intrapresa fino ad oggi di normalizzazione del precariato.

Il corpo di ballo stabile della Fondazione Arena di Verona è stato licenziato nel 2017. Da allora ad oggi, però, la Fondazione ha continuato ad assumere danzatori, nonostante la “chiusura” del settore.

Sono stati emanati quattro bandi di audizioni pubbliche per ballerini e ballerine, dopo la “chiusura” del settore, nel 2018, nel 2019, nel 2021 e nel 2022, e i contratti stipulati sono stati di tipo subordinato, come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del settore.

Nelle produzioni dal 2017 al 2022, laddove non segnalata un’eccezione, la Fondazione ha riassunto, con contratti a tempo determinato, alcuni di quei danzatori ex stabili licenziati, che non hanno impugnato il licenziamento e hanno sottoscritto diversi accordi transattivi (a volte facendo loro espletare la mansione di comparse, ma pur sempre inquadrandoli come “tersicorei”), e ha continuato ad assumere a termine i danzatori da sempre precari facenti parte della graduatoria di anzianità, sancita dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, e delle graduatorie di merito, scaturite dalle sopracitate audizioni pubbliche.

A tutt’oggi, dunque, a Verona, esistono una graduatoria di anzianità del corpo di ballo e delle graduatorie di merito dello stesso corpo di ballo, dalle quali la Fondazione attinge, ma solo per assunzioni a tempo determinato.

Dal 2017 ad oggi le assunzioni a tempo determinato sono state utilizzate per un numero imponente di produzioni:

Per 31 opere liriche con danzatori:

  • 2017 : Norma (aprile), Viaggio a Reims (maggio), Aida (da giugno a agosto), Madama Butterfly (luglio e agosto), Nabucco (da giugno a agosto), Tosca (agosto), Rigoletto (luglio), Vedova allegra (dicembre).
  • 2018: Otello (febbraio), Le nozze di Figaro (marzo e aprile), Carmen (da giugno a agosto), Aida (da giugno a settembre), Turandot (giugno e luglio), Il barbiere di Siviglia (agosto).
  • 2019: La Traviata (da giugno a settembre), Aida (da giugno a settembre), Il Trovatore (giugno e luglio), Carmen (da luglio a settembre), Il matrimonio segreto (ottobre e novembre), L’elisir d’amore (novembre), Madama Butterfly (dicembre).
  • 2020: L’italiana in Algeri (febbraio), senza contare le 4 produzioni annullate per la pandemia, ossia Le villi (maggio), Aida (da giugno a settembre), Turandot (da giugno a settembre), La Traviata (agosto e settembre).
  • 2021: Pagliacci (da giugno a agosto), Aida (da giugno a settembre), La Traviata (da luglio a settembre), Turandot (da luglio a settembre), Nabucco (da luglio a settembre).
  • 2022: Aida (da giugno a settembre), Carmen (da giugno a agosto), La Traviata (da luglio a settembre), Turandot (agosto e settembre),

Per 4 opere con mimi ossia produzioni nelle quali sono stati assunti mimi che tuttavia, di fatto, hanno ricoperto il ruolo di danzatori ed eseguito vere e proprie coreografie:

  • 2018: Salome (maggio ), La Bohème (dicembre ).
  • 2019: Don Giovanni (gennaio e febbraio 2019), Adriana Lecouvreur (aprile 2019).

Per 4 spettacoli o sinfonie con balletto:

  • 2018: Verdi Opera Night (agosto), La notte di Andrea Bocelli (settembre).
  • 2019: Plácido Domingo 50 (agosto).
  • 2022: Domingo in Verdi Opera Night (agosto)

Se a queste 39 produzioni aggiungiamo una produzione con coreografie esternalizzate e svolte da danzatrici estere e con alcuni danzatori ex stabili inquadrati però come mimi (La Gioconda, ottobre 2022) arriviamo a 40 produzioni della Fondazione Arena di Verona in cui sono stati utilizzati danzatori a tempo determinato, un numero altissimo che oltretutto non tiene conto di una produzione realizzata in tournée con coreografie esternalizzate e svolte da un gruppo di danza esterno (Rigoletto, gennaio 2022), e delle 4 opere annullate nel 2020 per la pandemia.

Numeri che andranno sempre crescendo senza che nulla cambi dato per il 2023 sono previste in cartellone 8 opere di cui almeno 5 vedranno in scena anche danzatori: Aida (febbraio e da giugno a settembre), Carmen (da giugno a settembre), Il Barbiere di Siviglia (giugno e luglio), La Traviata (da luglio a settembre), Madama Butterfly (agosto e settembre).

Evidenziamo inoltre che veri e propri spettacoli di danza in Arena sono diventati in questi ultimi anni sempre più rari e sono stati tutti portati in scena da compagnie esterne: Romeo e Giulietta con Sergei Polunin e Alina Cojocaru (agosto 2019), Gala Roberto Bolle and Friends (2017, 2018, 2019, 2021 e 2022), compagnia Antonio Gades (2022).
Nessuno spettacolo di danza, se si eccettua l’ormai tradizionale Gala di Roberto Bolle, è previsto per il 2023, anno in cui ricorre il centenario areniano, un festival inaugurato nel 1913 e che in questi 100 anni ha ospitato non solo allestimenti lirici e concerti di musica sinfonica ma anche grandi produzioni di balletto.

Ma torniamo al corpo di ballo. Al paradosso del dichiarare chiuso un settore, che in realtà non è stato chiuso ma reso totalmente precario, si aggiunge anche l’assurdità di aver licenziato dei lavoratori che, nonostante siano stati incentivati all’esodo con un’ingente somma economica (soldi pubblici), sono tutt’ora assunti con vari contratti a termine.
Gli stessi milioni di euro utilizzati per le incentivazioni all’esodo si potevano e si dovevano, invece, utilizzare per rilanciare il settore.
Il denaro pubblico dovrebbe essere impiegato per tutelare lo sviluppo e la diffusione della cultura, non per precarizzarla o addirittura ammazzarla!

In conclusione: il licenziamento del corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona rappresenta l’emblema della disastrosa situazione dei corpi di ballo italiani, poiché ingloba, in un’unica situazione, sia il problema dello smantellamento delle compagnie di balletto stabili sia la folle direzione intrapresa fino ad oggi di normalizzazione del precariato. Un trattamento questo che nelle fondazioni liriche è riservato solo alla danza e non certamente agli artisti di Cori e Orchestre. Perché? I tersicorei sono artisti di serie B?

Anna Chiara Amirante, Vito Lorusso, Andrea Morelli, Alessandro Staiano

Danza Error System

22/12/2022

Foto: 1.-5. Arena di Verona, La Traviata, ph. Ennevi; 6. Arena di Verona, Aida, ph. Ennevi; 7. Arena di Verona, Carmen, ph. Ennevi; 8.  Arena di Verona, Nabucco, ph. Ennevi.

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