A Roma

Dancing Days. Al Mattatoio e al Teatro Vascello i giorni della danza del Romaeuropa Festival

Tornano a Roma, dal 23 ottobre all’1 novembre 2020, i Dancing Days, i giorni della danza del Romaeuropa Festival. Questa sezione del REF2020, a cura di Francesca Manica, indaga le tendenze europee della composizione coreografica. In scena al Mattatoio e al Teatro Vascello i lavori di Luna Cenere, Masako Matsushita, Joy Alpuerto Ritter, Viktor Cernický, Iris Karayan, Matteo Marchesi, Collettivo MINE, Simona Bertozzi e i quattro finalisti di DNAppunti Coreografici: Giacomo Citton, Alice Gosti, Stefania Tansini e Giada Vailati.

Dal 23 . 10 . 2020 al 01 . 11 . 2020

Roma - Mattatoio e Teatro Vascello

La trentacinquesima edizione del Romaeuropa Festival prosegue nel segno del movimento con Dancing Days. Dal 23 ottobre all’1 novembre 2020 la sezione curata da Francesca Manica anima i palcoscenici del Mattatoio e del Teatro Vascello indagando i temi dell’identità, della diversità e dei corpi che scrivono la storia del nostro presente. «Questa edizione di Dancing Days affronta in modo viscerale il rapporto tra la società contemporanea e l’io interiore delle danzatrici-autrici e dei danzatori-autori che la abitano. Molteplici identità si incarnano in corpi fluidi capaci di farsi carico degli odierni processi di trasformazione, di divenire mezzo per costruire narrazioni alternative del nostro presente. I progetti selezionati sono specchio di questo tempo privo di certezze in cui è necessario ricostruire nuovi spazi e nuovi paesaggi da abitare e in cui ritrovare nuova centralità» afferma Manica.

PROGRAMMA MATTATOIO

Il rapporto tra natura e tecnologia, tra il corpo e tutto ciò che l’uomo è stato in grado di comprendere e riscrivere nel corso della sua evoluzione è al centro di Twin di Luna Cenere (in scena il 23 ottobre 2020). In dialogo con il visual artist Gilles Dubroca, la coreografa e danzatrice attraversa e rielabora citazioni storiche e teorie sull’arte digitale per costruire una realtà immersiva in cui gli elementi fisici vivono in perpetuo dialogo con la loro proiezione, con l’immagine e con il colore: una doppia realtà gemella (evocata dal titolo) si impone sulla scena per un dialogo tra reale e irreale, tra l’essere umano e la sua proiezione e riproduzione “fuori di sé”.

Di costruzione dell’identità, questa volta femminile, raccontano le coreografe Masako Matsushita e Joy Alpuerto Ritter entrambe in scena il 24 ottobre.
Classe 1986, l’italo giapponese Masako Matsushita nel suo UN/DRESS instaura un dialogo tra corpo e tessuto per reinventare le normali gestualità che compongono il nostro vestirci e svestirci e per descrivere una metamorfosi del corpo in relazione allo spazio e alla materia.

È invece un dialogo tra una donna e le qualità animalesche e sensuali del rituale e dell’energia quello portato in scena dall’acclamata Joy Alpuerto Ritter, danzatrice e coreografa nata nel 1992 a Los Angeles da madre filippina, cresciuta in Germania e già apprezzata nelle schiere dell’Akram Khan Dance Company. Tra danza popolare e classica filippina, Hip Hop e Voguing, il suo BABAE (donna) è un omaggio alla femminilità ispirato all’opera Witch Dance di Mary Wigman.

BABAE  è presentato nell’ambito della rete Aerowaves, l’hub europeo dedicato alla nuova danza internazionale con il quale Romaeuropa rinnova la propria collaborazione e di cui fanno parte anche Pli del coreografo Viktor Cernický, una pièce intrisa di humour dove la semplicità spaziale e i pochi elementi scenici divengono metafora delle dinamiche senza fine dell’essere umano (in scena il 29 ottobre) e UNAUTHORISED della coreografa greca Iris Karayan che osservando da vicino i modi in cui il corpo viene abitato e rappresentato nello sport e nella cultura pop costruisce un collage live di “enactment” e mutazioni fisiche, uno spazio asettico e luminoso invaso dalla fisicità dei performer e volto ad esplorare l’emozionalità del corpo (in scena il 30 ottobre).

Di emozioni come la paura e il pregiudizio, racconta invece BOB del danzatore e coreografo Matteo Marchesi in scena il 31 ottobre: risultato di due anni di ricerca intorno al tema dei mostri e della paura, lo spettacolo pone in scena una figura apparentemente distorta, fluida nelle qualità e nei generi, per indagare, in dialogo con il pubblico, la relazione tra la diversità e ciò che consideriamo mostruoso, tra seduzione e paura.

Segnaliamo che la programmazione del REf 2020 propone il 24 e 25 ottobre nella Galleria delle Vasche del Mattatoio il debutto di Coefore Rock & Roll di Enzo Cosimi, performance site specific in cui il coreografo si confronta con il mito di Oreste.

PROGRAMMA TEATRO VASCELLO

Si intitola Corpi Elettrici il progetto ideato e firmato da Collettivo MINE (vincitore dell’edizione 2019 del concorso DNAppunti Coreografici) in collaborazione con il Conservatorio di Musica Elettronica G.B Martini di Bologna e il Festival Gender Bender e presentato il 30 ottobre al Teatro Vascello: 22 giovani compositori\studenti dei corsi di musica elettronica e musica applicata del conservatorio e 5 danzatori del Collettivo (Francesco Saverio Cavaliere, Fabio Novembrini, Siro Guglielmi, Roberta Racis e Silvia Sisto) si sono incontrati in una serie di ZOOM meeting per sviluppare insieme una modalità creativa\formativa inedita culminata nella composizione di 22 micro componimenti elettronici da due minuti che saranno presentati live e in versione video.

Sempre al Teatro Vascello, il 31 ottobreSimona Bertozzi presenta ILINK – don’t stop the dance e riprende a distanza di dieci anni la prima azione coreografica del suo progetto Homo Ludens, creato intorno alle quattro categorie ludiche individuate dallo scrittore, sociologo e antropologo Roger Caillois: “Ilinx”, “Alea”, “Agon”, “Mimicry”. «L’occasione di riprendere questo lavoro mi ha permesso non solo di sostare su elementi immaginifici, visivi e sonori di allora per comprenderne una possibile riattualizzazione ma, soprattutto, ha dispiegato un’inedita riflessione sulla solitudine del performer e il suo universo ludico» spiega la coreografa.

DNAPPUNTI COREOGRAFICI 2020

Completa Dancing Days, il 31 ottobre, la nuova edizione di DNAppunti Coreografici, progetto a sostegno dei giovani coreografi italiani volto a individuare nuove figure emergenti della danza a cui offrire un percorso di ricerca con sostegni eterogenei, promosso e sostenuto grazie alla collaborazione tra Centro Nazionale di produzione Firenze – Compagnia Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia Romagna, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival di Bologna e Triennale Milano Teatro.

Ospitata dal REf, la finale del premio vede i quattro finalisti presentare gli studi della loro opera coreografica. Sono: Giacomo Citton con Mefistofele: VergingAlice Gosti con Where Is Home – La stranieraStefania Tansini con My Body e Giada Vailati con I 72 spiriti della chiave di Salomone.

«In linea con i vari percorsi di ricerca che caratterizzano quest’anno Dancing Days, i progetti del network DNAppunti coreografici rappresentano la fotografia attuale della condizione e delle attese dei più giovani coreografi italiani che intendiamo continuare a valorizzare e promuovere» conclude Francesca Manica.

www.romaeuropa.net

Foto: 1.-2. Twin di Luna Cenere, ph. Vincenzo Pioggia; 3.-4. Twin di Luna Cenere, ph. Dario Bonazza; 5.-8. Masako Matsushita UN/DRESS ph. Paolo Paggi; 9.-14. Babae di Joy Alpuerto Ritter , ph. Julien Marinez Leclerc; 15.-17. PLI di Viktor Cernický; 18.-21. UNAUTHORISED di Iris Karayan ph. Elisavet Moraki; 22.-25. Bob di Matteo Marchesi; 26.-27. Corpi Elettrici di Collettivo MINE; 28.-30. ILINK – don’t stop the dance di Simona Bertozzi.

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