Marco Spada di Pierre Lacotte al Teatro dell’Opera di Roma. Il doppio volto del romanticismo
Torna al Teatro dell’Opera di Roma Marco Spada, raro gioiello del Romanticismo ricostruito da Pierre Lacotte nel 1981 proprio per il ballo capitolino e riproposto in suo omaggio al Costanzi, dal 24 al 29 ottobre 2025, dopo più di 40 anni di assenza. Ambientato nella Roma ottocentesca, il balletto intreccia amori, intrighi e doppie identità, tra virtuosismo e poesia. Nel riallestimento curato da Anne Salmon, la visione di Lacotte riaffiora intatta: un teatro di memorie che si fa danza viva. Un ritorno che celebra la continuità tra passato e presente. Ospiti la stella ucraina Iana Salenko e i russi Igor’ Cvirko e Dmitrij Vyskubenko dal Bolshoi di Mosca.
Dal 24 . 10 . 2025 al 29 . 10 . 2025
Roma - Teatro dell'Opera, Piazza Beniamino Gigli
Torna a Roma, dopo più di quarant’anni, Marco Spada, una rarità preziosa del repertorio ballettistico ottocentesco, ricostruita da Pierre Lacotte nel 1981 proprio per il Teatro dell’Opera di Roma e ora presentata nuovamente dal Corpo di Ballo capitolino dal 24 al 29 ottobre 2025 per la chiusura della stagione di balletto 2024/25.
Un ritorno che ha il sapore dell’omaggio e della memoria: a poco più di due anni dalla scomparsa di Lacotte (1932–2023), l’Opera di Roma celebra il coreografo francese che, più di ogni altro, ha dedicato la sua vita alla riscoperta dei grandi titoli perduti del Romanticismo.
Un titolo dimenticato e ricostruito per l’Opera di Roma
Marco Spada ou la Fille du Bandit fu creato nel 1857 per il Théâtre Impérial de l’Opéra di Parigi dal celebre duo Auber–Scribe, con coreografia di Joseph Mazilier, già autore di balletti di successo come La Gypsy, Paquita e Le Corsaire.
In un’epoca dominata dall’esotismo e dal gusto per l’avventura, il balletto portava in scena il tema del brigantaggio italiano — all’epoca di moda quanto lo “spagnolismo” teatrale — filtrato attraverso la lente del melodramma francese.
La partitura, costruita da Daniel-François-Esprit Auber come un collage raffinato di brani tratti da sue opere precedenti (Fra Diavolo, La Barcarola, Figliol Prodigo), accompagnava una vicenda romanzesca, piena di travestimenti, amori segreti e duelli che il librettista Eugène Scribe aveva tratto da un’opera comica omonima andata in scena cinque anni prima all’Opéra Comique.
Nonostante il successo iniziale, dovuto anche alla competizione in scena di due tra le migliori ballerine del momento, le italiane Carolina Rosati nel ruolo di Angela e Amalia Ferraris in quello della Marchesa, che gareggiavano in scena in due parti di uguale importanza, il balletto scomparve rapidamente dalle scene, lasciando dietro di sé poche tracce coreografiche e iconografiche.
È proprio in questo vuoto che si inserisce l’opera di Lacotte, che nel 1981, su invito del Teatro dell’Opera di Roma, ne realizzò una ricostruzione filologica e immaginativa riportando alla luce un titolo dimenticato.
Rudolf Nureyev fu il protagonista di quella prima rinascita, affiancato da altre tre stelle del panorama ballettistico dell’epoca: Ghislaine Thesmar, Michael Denard e Francesca Zumbo.
Il debutto romano fu un vero evento e segnò una tappa storica nella riscoperta del repertorio romantico, tanto che il titolo fu ripreso dal Teatro dell’Opera nella stagione successiva (1982) e poi inserito nella programmazione dell’Opéra di Parigi (1984), dei Ballets de Monte-Carlo (1986) e del Bolshoi di Mosca (2013).
La doppia vita del brigante. La trama del balletto tra intrighi, amori e identità segrete
La vicenda di Marco Spada si svolge nella Roma dell’Ottocento, fra palazzi nobiliari e campagne popolate da banditi.
Il protagonista, Marco Spada, è un personaggio tipico del Romanticismo, ossia un uomo diviso. Nobile rispettato e benvoluto di giorno, è capo di una banda di briganti che agisce nei dintorni della città di notte. La sua doppia identità — simbolo di una tensione tra ordine e ribellione — è il motore drammatico dell’intero balletto.
Abilissimo brigante, Marco Spada vive diviso fra il desiderio di garantire un futuro onesto alla figlia Angela e la necessità di celare la sua doppia identità che lo condanna a un’esistenza segnata dalla menzogna e dalla solitudine.
Angela è innamorata del giovane conte Federici, nobile onesto e idealista, che ricambia il suo amore ma è promesso sposo alla nobildonna Marchesa Sampietri, figura aristocratica e autoritaria corteggiata dal conte Pepinelli, capo dei Dragoni, personaggio intrigante che nutre per lei un amore non corrisposto.
Tra sontuose e raffinate feste di corte, rifugi nascosti e travestimenti, la vicenda si sviluppa tra intrighi, furti e rapimenti, alternando scene d’azione, pantomime comiche e momenti di profonda poesia, in un equilibrio tipico del grande balletto narrativo francese di metà Ottocento.
Il balletto culmina con la rivelazione della vera identità di Angela. Marco Spada, ferito a morte in un duello con i Dragoni, confessa che Angela non è sua figlia ma ha nobili natali, assicurandole così la possibilità di unirsi in matrimonio a Federici, mentre gli altri personaggi vedono risolti i propri intrecci sentimentali e sociali.
Lacotte, il coreografo della memoria
Quando Lacotte si avvicinò al progetto di Marco Spada, nel 1981, le testimonianze della coreografia di Mazilier erano quasi del tutto perdute. La sua operazione non fu quindi un mero restauro, ma una reinvenzione storica, costruita su una profonda conoscenza dello stile romantico e su un lavoro di “scrittura del gesto” basato su fonti, incisioni e trattati dell’epoca.
Ne nacque un balletto molto ricco, teatrale, che alternava momenti di virtuosismo brillante — le danze di carattere, i grandi pas de deux — a quadri di raffinata pantomima che richiedeva interpreti di grande carisma. Lacotte firmò anche scene e costumi, restituendo un’Italia di fantasia.
Gli interpreti di questa riedizione
A dare vita ai personaggi, troviamo oggi alcuni ospiti d’eccellenza: i russi Igor’ Cvirko (Marco Spada) e Dmitrij Vyskubenko (Federici), rispettivamente Principal Dancer e leading soloist del Bolshoi di Mosca ed entrambi al loro debutto romano, e l’ucraina Iana Salenko (Angela), stella dello Staatsballett Berlin.
Accanto a loro, nelle riverse recite e nei diversi ruoli, anche le étoile capitoline Alessio Rezza, Rebecca Bianchi e Alessandra Amato, i primi ballerini Claudio Cocino, Michele Satriano, Federica Maine e Marianna Suriano, i solisti Marta Marigliani, Simone Agrò, Mattia Tortora e Giacomo Castellana, e il Corpo di Ballo della Fondazione capitolina.
Nel riallestimento di quest’anno, la coreografia è stata ripresa da Anne Salmon, storica collaboratrice di Lacotte.
Le scene e i costumi sono stati ricostruiti così come Lacotte li aveva ideati per il Teatro dell’Opera di Roma nel 1981.
Le luci sono firmate da Jean-Michel Désiré. L’orchestra del Teatro dell’Opera è diretta da David Garforth.
Alla produzione partecipano gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato.
Un classico che parla al presente
Il ritorno di Marco Spada al Costanzi, fortemente voluto dalla Direttrice Eleonora Abbagnato, non è soltanto la ripresa di un titolo raro, ma un gesto di continuità culturale.
Lacotte, che del repertorio romantico fu il più appassionato archeologo, vedeva nella ricostruzione non un esercizio museale, ma un atto di creazione. Il suo metodo, unico nel panorama coreografico, univa rigore storico e libertà poetica, trasformando la ricerca in arte viva. Ogni gesto, ogni pantomima è frutto di un dialogo fra l’oggi e l’Ottocento, fra la danza viva e la sua ombra scomparsa.
Con Marco Spada Lacotte non volle semplicemente “rifare” un balletto perduto, ma interrogarne la memoria in un atto di continuità artistica, che rinnovava il legame fra la tradizione e il presente. Lacotte seppe trasformare il brigante in una figura romantica e moderna insieme, capace di incarnare la contraddizione umana nella sua forma più pura: quella di chi ama, sbaglia e si redime.
In questo senso, Marco Spada non è soltanto un tributo o una curiosità storica, ma un ritratto dell’animo umano in forma di danza, una nuova occasione per interrogarci sull’attualità dei “classici” nella danza di oggi.
Francesca Bernabini
12/10/2025
Marco Spada Balletto in tre atti e sei scene
Coreografia Pierre Lacotte
Coreografia ripresa da Anne Salmon
Musica Daniel François Esprit Auber
Scene e costumi Pierre Lacotte
Luci Jean-Michel Désiré
PERSONAGGI E INTERPRETI
- Marco Spada: Igor’ Cvirko 24, 25 (ore 20), 28, 29 (ore 20) / Alessio Rezza 25 (ore 15), 26, 29 (ore 15)
- Angela: Iana Salenko 24, 25 (ore 20), 28 / Rebecca Bianchi 25 (ore 15), 26, 29 (ore 20) / Marta Marigliani 29 (ore 15)
- Federici: Simone Agrò 24, 25 (ore 20) / Dmitrij Vyskubenko 26, 28, 29 (ore 20) / Mattia Tortora 25 (ore 15), 29 (ore 15)
- La Marchesa: Marianna Suriano 24, 25 (ore 20) / Alessandra Amato 26, 28, 29 (ore 20) / Federica Maine 25 (ore 15),29 (ore 15)
- Pepinelli: Claudio Cocino 24, 25 (ore 20) / Michele Satriano 26, 28, 29 (ore 20) / Giacomo Castellana 25 (ore 15), 29 (ore 15)
Direttore David Garforth
Orchestra, Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma
Allestimento Teatro dell’Opera di Roma
Ricostruzione dell’allestimento storico del 1981
TEATRO COSTANZI
Prima rappresentazione venerdì 24 ottobre 2025, ore 20.00
Repliche
sabato 25 ottobre 2025, ore 15.00 e ore 20.00
domenica 26 ottobre 2025, ore 16.30
martedì 28 ottobre 2025, ore 20.00
mercoledì 29 ottobre 2025, ore 15.00 e ore 20.00
Il debutto del balletto è preceduto dal Passaporto di Danza, un incontro dedicato a questo titolo, che si terrà mercoledì 22 ottobre 2025 alle ore 18.00 al Teatro Nazionale, con Eleonora Abbagnato.
Foto: 1. Rudolf Nureyev in Marco Spada di Pierre Lacotte, estratto dalla registrazione video, Teatro dell’Opera di Roma 1981; Pierre Lacotte, ph. François Darmigny.
