In Umbria

MM Contemporary Dance Company con Gershwin Suite di Michele Merola e Schubert Frames di Enrico Morelli a Spoleto e a Narni

Dal 12 . 01 . 2019 al 13 . 01 . 2019

2 gennaio 2019 Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto; 13 gennaio 2019 al Teatro Manini di Narni

La stagione danza del Teatro Stabile dell’Umbria propone sabato 12 gennaio 2019 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto e domenica 13 gennaio 2019 al Teatro Manini di Narni, Gershwin Suite di Michele Merola e Schubert Frames di Enrico Morelli, la nuova produzione 2018 della MM Contemporary Dance Company.

In Schubert Frames di Enrico Morelli un collage di celeberrimi brani di Schubert fanno da colonna sonora a questo lavoro dedicato alle molte anime dell’uomo contemporaneo, dove l’amore lascia il posto al disinganno, il distacco alla condivisione, la passione al timore, e viceversa, in un andare e venire fra crescendo e diminuendo, a rivelare interi universi e legami segreti. «La coreografia non ha alcuna pretesa o ambizione descrittiva, vive dell’unica ricchezza determinata dall’ispirazione musicale – spiega il coreografo –  Schubert Frames è un racconto astratto di solitudini e anime affini, in un’epoca come la nostra, stanca, torbida, disincantata, tormentata da un malessere che si respira nell’aria, ma anche ansiosamente alla ricerca di un senso e di una speranza di felicità. Un lavoro denso di immagini poetiche, che diventano tutt’uno con la musica e ne sposano la ricchezza compositiva legandosi intimamente alla sua inesauribile varietà e a ciò che essa esprime. Sono scene in movimento, in cui ci si sofferma soprattutto sul momento del ritorno, perché la felicità è una casa in cui riandare, magari cambiati, incuranti della velocità accelerata di un presente che rischia di farci rimanere indietro e di un futuro che magari si ha paura di esplorare. Il problema non è arrivare, ma tornare. Imparare ogni volta ad amare, di nuovo. Avere il coraggio di riconoscersi fragili, e quindi generosi nella tenerezza».

Gershwin Suite di Michele Merola è costruito sulle note di George Gershwin (1898-1937), musicista tra i più rappresentativi del Novecento, in cui si riflette lo spirito del tempo in cui sono create, con gli umori e le atmosfere degli Anni Ruggenti. La coreografia prende le mosse dai migliori brani del compositore, fra cui Rhapsody in blue e Summertime, che sigla lo spettacolo e ricorre in più momenti e in diverse versioni, ma anche dalle suggestioni provenienti dalle opere pittoriche di un altro grande artista americano del ‘900, Edward Hopper (1882-1967).

Ma non sono solo le musiche lussureggianti e vivaci ad attrarre il coreografo: Merola sceglie la musica di Gershwin nelle sue varie sfaccettature, non solo quindi i brani più euforici e brillanti, ma anche quelli più romantici e intimi, sensuali e seducenti. Salda il tutto una nuova composizione di Stefano Corrias, un tappeto musicale che conferisce unità al ricco mosaico di sentori, ora traboccanti dinamismo, ora pienamente lirici, sospesi nel ripensamento e addensati nella malinconia. Altro apporto autoriale importante alla realizzazione dello spettacolo è stato dato da Cristina Spelti, che ha ideato il disegno delle luci e le scenografie, e firma il concept insieme a Merola.

Alcune scene traggono ispirazione dal collegamento tra i diversi brani del compositore e vari quadri  (come New York Movie, Soir Bleu, Summer in the City, People in the sun) di Edward Hopper, pittore che, grazie al suo realismo e al suo modus operandi per “inquadrature”, è considerato un artista molto vicino al mondo della fotografia e del cinema, capace di rappresentare in maniera poetica ed evocativa momenti anche umili e semplici di vita quotidiana. “Sono stato attratto” – dice il coreografo – “dalla capacità del pittore di costruire atmosfere e sfumature che tratteggiano risvolti e segreti della condizione umana. La regia delle immagini danzate e l’allestimento delle scene creano personaggi e situazioni non determinate una volta per tutte, ma aperte a diversi finali e soluzioni”.

Ispirati direttamente ai quadri di Hopper, sfilano l’intimità dei passi a due e degli assoli, ma anche le scene di insieme, dove voglia di vivere e riscatto dal quotidiano prendono il sopravvento. In scena tanta varietà assume i modi di un set cinematografico, grazie anche ad una scenografia che cambia in continuazione, proprio come in un set, e ad una coreografia che tocca più tasti, grazie alla versatilità del coreografo, capace di declinare la propria creatività e il proprio talento al passo con i tempi della contemporaneità.

www.teatrostabile.umbria.it

1.-2. MM Contemporary Dance Company, Schubert Frames di Enrico Morelli, ph. Tiziano Ghidorsi; 3.-5. MM Contemporary Dance Company, Gershwin Suite di Michele Merola, ph. Riccardo Panozzo.

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