Spettacoli Online

Online Morte a Venezia di John Neumeier con l’Hamburg Ballett

Fino alle ore 16.30 di lunedì 4 maggio 2020 sul sito web dell’Hamburg Ballett è online Tod in Venedig (Morte a Venezia), capolavoro creato da John Neumeier nel 2003 e basato sul racconto di Thomas Mann. Straordinario il cast che vede in scena gli interpreti originali del balletto: lo splendido Lloyd Riggins nel ruolo del tormentato protagonista, e i bravissimi Laura Cazzaniga, Edvin Revazov, Ivan Urban, Silvia Azzoni e Alexandre Riabko, e i gemalli Jirí Bubenícek e Otto Bubenícek.

Dal 02 . 05 . 2020 al 04 . 05 . 2020

In questo periodo di pandemia, anche l’Hamburg Ballett, fermo fino alla fine di giugno, propone online sul suo sito web alcune sue più belle produzioni firmate dal suo direttore, il geniale John Neumeier.

Da martedì 2 maggio 2020 fino alle ore 16.30 di lunedì 4 maggio 2020, il Balletto di Amburgo propone Tod in Venedig (Morte a Venezia), danza macabra liberamente ispirata alla novella di Thomas Mann, su musiche di Johann Sebastian Bach e Richard Wagner, un capolavoro di John Neumeier, uno spettacolo da vedere e rivedere se si vuole realmente comprendere il significato della parola interpretazione nell’esibizione danzata.

Tod in Venedig viene presentato in un bellissimo filmato registrato nel 2004 nell’ambito del Festspielhaus Baden-Baden con un cast veramente formidabile, ossia con i favolosi interpreti su cui Neumeier ha costruito i ruoli fin dal debutto della coreografia avvenuto alla Staatsoper di Amburgo il 7 dicembre 2003. Nel ruolo di Gustav von Aschenbach (qui coreografo tormentato e non di uno scrittore come romanzo di Mann) troviamo lo splendido Lloyd Riggins, danzatore meraviglioso, dotato di incredibili doti attoriali, un grandioso interprete capace di farci entrare nella tormentata psiche di questo personaggio. L’italiana Laura Cazzaniga, attualmente maître de ballet della compagnia di Amburgo, interpreta con grande sicurezza i tre ruoli femminili dell’algida assistente di Aschenbach, della radiosa madre di Aschenbach e dell’elegante e sofisticata madre di Tadzio. Edvin Revazov è Tadzio, qui reso con il giusto candore adolescenziale, con una giusta aura di innocenza e sensualità condita con la forza e l’abilità tecnica della giovinezza. Il bellissimo  e bravissimo Ivan Urban è Federico il Grande, ossia il personaggio principale della coreografia a cui sta lavorando Aschenbach, e Hélène Bouchet interpreta un altro personaggio del balletto, La Barbarina. Splendidi nel ruolo dell’idea coreografica di Aschenbach, la coppia formata da Silvia Azzoni e Alexandre Riabko, una coppia che interpreta l’essenza pura della danza. Fantastici i gemelli Jirí Bubenícek e Otto Bubenícek, qui chiamati ad interpretare in coppia diversi ruoli inquietanti e portatori di cambiamenti nell’esistenza del protagonista: sono viaggiatori, gondolieri, danzatori effemminati, divinità dionisiache, barbieri, chitarristi; Neumeier gioca con il loro essere gemelli, con il loro essere un personaggio con due corpi. Accanto a loro Konstantin Tselikov nel ruolo di Aschenbach adolescente (è l’unico su cui non è stato costruito il ruolo) e Arsen Megrabian in quello di Jaschu, l’amico di Tadzio. Al pianoforte si apprezza anche Elisabeth Cooper.

Lo spettacolo completo è disponibile cliccando QUI. Questo un trailer con momenti di prove dello spettacolo:

Nel racconto coreografico di Neumeier Gustav von Aschenbach non è uno scrittore come nel racconto di Thomas Mann, ma un coreografo celebre ed affermato che non riesce a trovare la giusta ispirazione.

Nella prima scena del balletto lo troviamo nel suo studio. Un dipinto su un cavalletto posto sul fondo del palco ci fa capire che sta creando una coreografia su Federico il Grande di Prussia. Già qui ben si evidenzia l’autorevolezza del protagonista, un acclamato maestro della simmetria formale e della struttura, un creatore di balletti classici dalle linee moderne. E ben si evidenzia anche la sua paura di non finire, di fallire. Paura e panico offuscano la sua visione e le sue capacità creative. Il “Frederick Project” dovrebbe essere il suo capolavoro, ma il suo concetto diventa sempre più oscuro e confuso. Anche qui, come spesso avviene nei balletti di Neumeier, sulla scena si sovrappongono più piani: quello della realtà, scandito dalla presenza della sua algida assistente, e quello delle fantasie e dei sentimenti del protagonista. Sulla scena appaiono ricordi e emanazioni della sua poetica: ci sono i personaggi scaturiti dalla sua immaginazione creativa come la ballerina di corte La Barbarina o Federico il Grande che sembrano richiedere al protagonista una forma coreografica e l’immortalità; c’è una coppia in accademico che rappresenta l’idea coreografica; c’è il corpo di ballo che affolla la sala seguendo le istruzioni del maestro; e c’è il vivido ricordo della madre e di lui adolescente, che dà vita ad uno struggente passo a tre. Gustav von Aschenbach è un uomo tormentato in crisi creativa. Frustrato ed esausto abbandona il suo lavoro.

A richiamarlo in sé sono due uomini, due viaggiatori, l’uno il doppio dell’altro che alimentano il suo desiderio di fuggire, di partire. Nel suo viaggio, la speranza di un futuro migliore è nutrita dal ricordo gioioso della madre e di lui ragazzo. Due oscuri gondolieri lo portano a Venezia.

Nella hall dell’albergo, l’elegante società veneziana passeggia, danza. Dai loro sguardi Aschenbach comprende che lo hanno riconosciuto come celebrità nella coreografia. Infastidito e a disagio tenta di leggere un giornale. Due giovani effeminati ballano scandalosamente assieme, quindi flirtano con Aschenbach. Lui, irritato, vorrebbe andare via. A fermarlo è l’ingresso di Tadzio, un giovane straordinariamente bello, che entra a piedi nudi. Il giovane attira l’attenzione di Aschenbach, accende la sua immaginazione. Aschenbach resta a guardarlo, mentre danza da solo, e poi con i suoi amici e con la madre.

Sulla spiaggia Aschenbach osserva le attività ludiche di Tadzio e dei suoi compagni. Lo osserva mentre gioca a pallone, mentre lotta, mentre scherza. Il sorriso e l’innocenza di Tadzio travolgono Aschenbach. Ispirato dalla presenza di Tadzio, coreografa un pas de deux che rappresenta il vero amore emotivo.

Aschenbach si addormenta sulla spiaggia. Due Dioniso lo conducono in un sogno orgiastico popolato da corpi travolti in una frenetica danza. Aschenbach distrutto si sveglia. I giochi sulla spiaggia ricominciano. Tazio gli lancia un pallone e lui rimane annichilito. Ossessionato dal desiderio, dalla complessa ma irresististibile attrazione per Tadzio, si affida a due barbieri per recuperare un’equivoca nuova giovinezza. Truccato e imparruccato trova il coraggio di giocare con Tadzio.

Ma ospiti dell’hotel si ammalano e muoiono. Il colera è a Venezia. Nel giardino dell’hotel due musicisti rock si esibiscono modo volgare, scatenando negli ospiti una danza brutale, audace e implacabile, una danza scatenata nonostante i cadaveri trascinati per la sala. Gustav von Aschenbach, nel suo nuovo look, entra in scena, cercando Tadzio. Nel delirio del sogno o della malattia ritrova il suo Federico il Grande, e i diversi personaggi del suo balletto incompiuto che si mescolano agli ospiti dell’hotel, a Tadzio, alla sua assistente. Personaggi reali e ricordi si sovrappongono e si intrecciano a quelli della fantasia in una toccante scena corale che gradualmente fa scivolare il protagonista verso la morte a Venezia.

Scrive Neumeier a proposito di questo balletto: «Ciò che mi affascina nella mia interpretazione della novella di Thomas Mann è la rappresentazione dell’amore assoluto. Tadzio fa sì che Aschenbach affronti una parte nascosta di se stesso. Prima di incontrare Tadzio, la dignità, la fama e il lavoro che gli hanno procurato un titolo aristocratico hanno significato tutto per Aschenbach. All’inizio, combatte contro le sue emozioni giustificando il suo fascino per il giovane con un ragionamento puramente estetico. Alla fine si arrende all’amore, volgendosi alla vita e determinando la sua “Morte a Venezia”».

Tra i prossimi appuntamenti della compagnia segnaliamo altri due spettacoli di John Neumeier. Da giovedì 7 a sabato 9 maggio 2020 sarà online Illusions – like Swan Lake su musica di Peter I. Tchaikovsky in un filmato del 2001 (repliche anche dal 16 al 18 maggio 2020). Sabato 9 maggio sarà online Beethoven Project su musiche di Ludwig van Beethoven, spettacolo andato in scena nel 2019. Entrambi gli spettacoli saranno online in versione integrale sul sito web della compagnia.

Francesca Bernabini

03/05/2020

Foto: Tod in Venedig (Morte a Venezia) di John Neumeier, Hamburg Ballett, ph. Holger Badekow.

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