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Online The Infinite Ocean di Edwaard Liang con il San Francisco Ballet

Fino all’8 maggio 2020 è possibile assistere a The Infinite Ocean, coreografia creata nel 2018 da Edwaard Liang per il San Francisco Ballet. Nella coreografia Liang esplora con un poetico e rarefatto linguaggio neoclassico il momento di passaggio fra la vita e la morte.

Dal 01 . 05 . 2020 al 08 . 05 . 2020

Anche il San Francisco Ballet, chiuso per l’emergenza Covid-19, mette online gratuitamente sul suo sito e sul suo canale YouTube alcune sue coreografie di successo andate in scena negli ultimi anni.

Dal 1 all’8 maggio 2020 la compagnia propone The Infinite Ocean, una coreografia appositamente creata nel 2018 da Edwaard Liang per il San Francisco Ballet e costruita sulla musica appositamente creata da Oliver Davis, con scene di Alexander V. Nichols e costumi di Mark Zappone.

Il filmato registrato il 15 febbraio 2020 vede nei ruoli principali Sofiane Sylve, Tiit Helimets, Yuan Yuan Tan e l’italiano Carlo Di Lanno. Accanto a loro Jahna Frantziskonis, Elizabeth Powell, Julia Rowe, Natasha Sheehan, Sean Bennett, Cavan Conley, Henry Sidford e Myles Thatcher.

Questo il balletto:

Di seguito le note di programma del balletto pubblicate sul sito del San Francisco Ballet.

Come danzatore, Edwaard Liang amava vivere in una compagnia, essere parte di qualcosa di più grande di se stesso, un giocatore nel gruppo, mentalmente e fisicamente impegnato nel processo di creazione d’arte. Dopo una grande carriera nel balletto e a Broadway, si è dedicato alla coreografia. Oggi, come coreografo di lunga data e direttore artistico di BalletMet dal 2013, Liang è noto per la creazione di coreografie drammatiche, alimentate da emozioni estreme. Il suo terzo lavoro per San Francisco Ballet, The Infinite Ocean, si libra nello spazio tra la vita e la morte, quando gli spiriti devono lasciar andare qualsiasi cosa li leghi al mondo fisico. È un momento che chiama “il risveglio”.

L’attenzione di Liang negli ultimi tempi, sia a livello personale che professionale, è stata rivolta alla spiritualità, alla vita e alla morte. Quando Liang aveva 13 anni, suo padre morì di cancro; negli ultimi anni, molti dei suoi amici hanno combattuto contro malattie terminali. L’idea alla base di questo balletto è nata quando ricevette un messaggio su Facebook da uno di questi amici: “Ti vedrò dall’altra parte dell’infinito oceano”.

In precedenza Liang aveva affrontato il tema della vita dopo la morte con 13th Heaven al Singapore Dance Theatre, ma voleva lavorare di più con l’idea della transizione verso la morte. “Molte persone pensano che i fantasmi o le entità siano spiriti che non possono lasciar andare il passato e questo piano terreno, quindi sono bloccati nel mezzo”, dice. “Il concetto di The Infinite Ocean è che queste sono persone che, in questo particolare momento, stanno passando. Potrebbe non essere sempre quello che consideriamo come andare alla deriva verso la luce. Voglio che sia un poco più caotico”.

Per la musica, si è rivolo al compositore Oliver Davis, con cui aveva lavorato per 13th Heaven. “Mi piace il fatto che scriva una miscela così eccentrica e interessante di musica minimalista ma con questa sensazione barocca”, afferma Liang. “E lui adora lavorare con i violini e, per questo balletto, io volevo davvero un concerto per violini. Quindi è stata una scelta naturale”.

Di seguito una bella intervista a Edwaard Liang in cui racconta la sua storia e l’ispirazione di questo balletto.

04/05/2020

Foto: The Infinite Ocean di Edwaard Liang, San Francisco Ballet

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